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Pic-nic alla turca a Polonezkoy

30 set

Uno dei modi per sfuggire alla folla e al caos di Istanbul è trascorrere il fine settimana nei bellissimi parchi di questa città. Così abbiamo fatto sabato raggiungendo Polonezkoy. L’idea era stata lanciata il venerdì da alcuni amici turchi che proponevano un pic-nic in questo “villaggio dei Polacchi” fondato nel 1842. Non so a voi, ma a me la parola pic-nic ricorda coperte sui prati, colazioni a base di pizze, uova sode, panini, pasta al forno e ovviamente preparazioni di cibi il giorno prima dell’evento.

Quest’ultima del pic-nic è la cosa che mi entusiasma di meno, lo ammetto.

Ecco, in Turchia, almeno per quel tipo di pic-nic fatto da noi non c’è bisogno di tutto questo. Nel parco in cui siamo stati ci sono aree attrezzate con ombrelloni e tavolini. Il barbecue è inserito al centro del tavolo o lateralmente. Il gestore della struttura ti porta antipasti, insalate, pane e bibite. Poi ti fa scegliere la carne (manzo, pollo, agnello) che ti cuoci da te sul barbecue. Io adoro questo tipo di pic-nic! Potrei ripetere l’esperienza molte altre volte! Anche il luogo, Polonezkoy o “villaggio dei Polacchi”, mi ha entusiasmato. Si trova nella parte asiatica di Istanbul, nel distretto di Beykoz. Esso ha mantenuto nel tempo la lingua, la cultura e le tradizioni della Polonia. All’ingresso del villaggio si possono vedere la chiesa e il cimitero cattolico. Attualmente Polonezkoy è un grande polmone verde all’interno di Istanbul. Ci sono hotel, appartamenti e ville per le vacanze o il fine settimana.  Moltissimi sono i negozi che vendono prodotti locali, tra cui frutta e verdura, miele, marmellate e altre delizie fatte in casa. Ma la grande attrazione è il parco con vari tipi di animali: scimmie, pellicani, pappagalli, asini, cavalli, papere, canguri che hanno fatto la gioia delle Shukorine e degli altri bambini che erano con noi.

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Anche l’Insegnante si è divertito a dialogare con gli animali, in particolare con un pitone albino che ha tenuto a lungo sulle spalle.

L'Insegnante e il pitone albino

L’Insegnante e il pitone albino

Siamo tornati

26 ago
Un gatto di strada

Un gatto di strada

Ed infine siamo tornati. Siamo tornati a camminare nel mare della folla turca, ad assaporare i dolcissimi fichi neri, a osservare e accarezzare i gatti per la strada. Siamo tornati e abbiamo trovato i sigilli al contatore di casa perché nel mese trascorso in Italia non abbiamo pagato la bolletta. Siamo tornati in un’Istanbul arroventata da un sole come quello italiano. Ma Istanbul è bella anche così, tanto ci sono i venditori di acqua fredda che ti chiamano per la strada, i locali e i negozi aperti fino a tarda notte, le spremute di frutta fresca che ti ristorano, i mega centri commerciali dove puoi trovare un po’ di sollievo con l’aria condizionata. E poi a tratti la brezza del mare.

Siamo tornati con un nipote teenager curioso di questo nuovo mondo, talmente rapito da questa città da ordinarsi kofte (polpette di agnello) e Mc Turco fin dal suo primo giorno di permanenza.

Siamo tornati con la gioia di riabbracciare presto i nostri amici italiani conosciuti ad Asmara che si trasferiranno qui a Istanbul. Li ho pensati per tutto questo anno in cui abbiamo vissuto lontani e ho incrociato le dita per loro. Finalmente pochi giorni fa il Ministero Affari Esteri ha permesso i trasferimenti degli insegnanti dai Paesi particolarmente disagiati.

L’insostenibile leggerezza della mia estate

20 ago

Per un’expat come me l’estate è il tempo del riposo ma in un certo senso anche del dovere nei confronti degli affetti lasciati in patria. Da quattro anni a questa parte, e cioè da quando la nostra è diventata una famiglia expat, estate significa tornare in Italia, riabbracciare i genitori, rivedere i parenti, ritrovarsi con gli amici sorseggiando gustosi aperitivi o mangiando insieme a loro una buona pizza. Insomma, si cerca di recuperare un po’ del tempo perduto, di capire dove eravamo rimasti e riprendere il filo del discorso. Per la nostra famiglia la cosa è sempre stata un po’ complicata perché ciò comporta un peregrinare per l’Italia abbastanza impegnativo: prima c’è l’approdo in Liguria a casa dei miei genitori, poi il passaggio in Lombardia per vedere se la nostra casa è ancora in piedi, e infine la vacanza si conclude in Molise dalla suocera. Ops! il verbo “conclude” è assolutamente casuale.

Anche questa estate sarebbe dovuta andare così. Se non fosse stato per quell’annuncio su Facebook in cui un anziano camper siciliano cercava un nuovo padrone che lo portasse ancora in giro per il mondo. Ora non so a voi, ma a me la famiglia Destinazione è parsa la più adatta a questo compito. E così l’insostenibile leggerezza dell’estate si è impossessata di noi, ci ha fatto trascurare qualche parente e qualche amico (non ce ne vogliano!) e via, verso nuove destinazioni con il nostro CampeRino! Prima la parte sud orientale della Sicilia, poi la costa tirrenica della Calabria. Ogni giorno un posto diverso dove fare il bagno, ogni giorno una cucina diversa da provare. Anche perché – lo confesso – nelle foto sembriamo dei provetti camperisti, ma nella realtà abbiamo ancora molto da imparare su questa vita da camper, tra cui appunto l’utilizzo della cucina!

L'Insegnante e il CampeRino

L’Insegnante e il CampeRino

Questo post partecipa al blogstorming per il tema del mese “L’insostenibile leggerezza dell’estate”.

A Kilyos, sul Mar Nero

24 giu

Non avrei mai immaginato una giornata al mare come quella di oggi. Se in Italia può capitare di approdare per sbaglio in una spiaggia di nudisti, qui in Turchia può succedere l’esatto contrario. Ma procediamo con ordine.

Kilyos sul Mar Nero

Kilyos sul Mar Nero

L’idea di andare sul Mar Nero ci era venuta da tempo, già in primavera. Ma avevamo rimandato pensando di coniugare la visita di una nuova località con la possibilità di trascorrere una giornata in spiaggia. Così oggi, noleggiato un pulmino con autista, siamo partiti alla volta di Kilyos, io, l’Insegnante, le due Shukorine e due amici arrivati dall’Italia. Un’ora di paesaggio marino mozzafiato con sottofondo di canzoni turche e arriviamo in un lungo spiaggione dalla sabbia finissima e rossa. Affollatissimo, ma ormai alla folla qui in Turchia siamo abituati. Scesi dal pulmino, non impieghiamo molto a capire che avremmo fatto meglio ad andare nei bagni attigui, probabilmente più turistici, perché la spiaggia scelta dal nostro autista è popolata per la maggior parte da uomini…

Kilyos sul Mar Nero

Kilyos sul Mar Nero

… e quando ci sono le donne sono tutte – salvo qualche rara eccezione – completamente vestite. Alcune indossano anche il velo.

Kilyos sul Mar Nero

Kilyos sul Mar Nero

Ecco, il mio pareo l’ho tenuto su per quasi tutta la giornata, se si eccettuano i tre bagni che ho fatto in mare.

Eccomi!

10 giu

Qualcuno chiedeva che fine avessi fatto. Ho studiato. Sono stata impegnata per gli esami di fine semestre alla Fatih University. Ragazzi che sfacchinata! E’ proprio dura la vita dello studente!

Ma stasera mi godo la partita per la partita Italia-Spagna. Ora vado a preparare la focaccia e le verdure ripiene per una serata di grande tifoseria italiana, naturalmente a casa di amici italiani!

I segreti di Shukor piccola

18 mag

La mia Shukor piccola oggi dopo la scuola va a giocare dall’Amico F.

Shukor grande, che è abituata a stare sempre insieme alla sorella, si è chiesta il perché di questo pomeriggio a due.

- Amico F mi vuole spiegare la radice quadrata! – ha giustificato Shukor piccola. E fin qui non sono rimasta per nulla sorpresa perché, anche se è in terza, lei adora la matematica e ama cimentarsi con il programma dei più grandi, che probabilmente ascolta di sfuggita la mattina nella pluriclasse.

- Te la posso spiegare io la radice quadrata! Non c’è bisogno che tu vada dall’Amico F! – ha risposto Shukor grande gelosa.

Ed ecco allora arrivare un’altra giustificazione:

- E poi l’Amico F mi deve dire un segreto!

Ora sono curiosa.

In Cappadocia, per caso

2 mag
Göreme

Göreme

A volte le migliori esperienze avvengono per caso. Come quando ti lasci trascinare da un gruppo di amici in una gita di tre giorni in Cappadocia, con famiglie al seguito, of course.

Giovedì pomeriggio partiamo in undici dall’aeroporto Ataturk di Istanbul, sei adulti e cinque bambini. Arriviamo a Göreme, nella provincia di Nevşehir in Anatolia centrale, che è già sera. Ma non importa. E’ tutto chiaro. E’ chiaro che siamo capitati nel bel mezzo di un paesaggio unico, di un luogo dove la natura nei millenni è riuscita a realizzare qualcosa di assolutamente spettacolare: delle formazioni laviche coniche alte alcuni metri, diverse le une dalle altre nella consistenza e nei colori.

Il nostro albergo è, come quasi tutte le abitazioni di Göreme, inserito nella roccia e, a vederlo così illuminato, dà l’idea di essere giunti sul set di un film fantasy.

Göreme - Hotel Spelunca

Göreme - Hotel Spelunca

Le sorprese si moltiplicano la mattina, quando dalle finestre della nostra camera vediamo alzarsi decine di mongolfiere.

Göreme - Le mongolfiere

Göreme - Le mongolfiere

Se un adulto rimane grandemente colpito alla vista di tutto ciò, immaginarsi un bambino come può sentirsi! E infatti… trasportati dalla guida come da un magico Peter Pan, i cinque bambini dispersi si sono avventurati docilmente in passeggiate lunghe e impegnative tra rocce e chiese rupestri, tra città sotterranee e canyon.

Spettacolare la Valle di Ihlara dove il fiume Melendiz, erodendo le sponde, ha formato un imponente canyon di 15 km.

Valle di Ihlara

Valle di Ihlara

Magica la cattedrale di Selime, ricavata dai monaci bizantini su un imponente sperone roccioso, dove tunnel scavati nella roccia portano ad ampi ambienti comuni come cucine o chiese con grandi pilastri.

Monastero di Selime

Monastero di Selime

Variopinta la Valle delle Rose nei toni del rosa tenue e del senape.

Valle delle Rose

Valle delle Rose

Surreali i Camini delle Fate dove il basalto, poggiato sul tufo, ha resistito all’erosione degli agenti atmosferici creando enormi funghi di pietra.

I Camini delle Fate

I Camini delle Fate

Il tulipano nero

25 apr
Il tulipano nero

Il tulipano nero

Una mia amica nei giorni scorsi ha fotografato il tulipano nero nei giardini di palazzo Dolmabahçe. Il tulipano nero è una delle 112 diverse qualità di tulipani che si possono vedere a Istanbul durante il Lale Festivali.

Il tulipano nero

Il tulipano nero

Navigando sul Bosforo

11 apr
Ponte sul Bosforo

Ponte sul Bosforo

Qualcuno tempo fa parlandomi delle meraviglie di Istanbul mi ha citato un famoso detto turco: “la vita non può essere così crudele se in fin dei conti posso ancora camminare in riva al Bosforo”. Questa lingua di mare su cui si affacciano l’Europa e l’Asia e che dal Mar di Marmara conduce al Mar Nero è da sempre un luogo affascinante non solo per i turisti ma anche per gli abitanti del posto.

Era da qualche tempo che pensavo di fare un giro sul battello e l’occasione è venuta dalla visita di alcuni amici italiani di cui vi ho parlato nei giorni scorsi. Tra i vari tour proposti dalla Şehir Hatları, la compagnia di traghetti della municipalità di Istanbul, ho scelto il Nostalgic Bosphorus Tour. Il battello si prende più o meno all’altezza del ponte Galata, a Eminönü e in un’ora e mezza arriva ad Anadolu Kavağı, in parte asiatica, quasi al Mar Nero. Effettua cinque fermate intermedie.

La giornata era pressoché estiva e ciò ci ha permesso di assaporare ancora di più questa bellissima gita. Che non è una semplice gita in barca, ma molto di più. E’ la possibilità di vedere gran parte di Istanbul dal mare, con il palazzo Dolmabahçe, la moschea di Ortaköy, il ponte sul Bosforo, il palazzo Beylerbeyi, il ponte Fatih e le numerosissime yalı, ville ottomane in legno che si affacciano direttamente sul’acqua. E’ la gioia di gustare un buonissimo pranzo a base di pesce in una delle soste effettuate dal battello, ed è l’occasione di una lunga passeggiata nei paesini in cui si approda.

Yalı

Yalı

Venditore di pesce ad Anadolu

Venditore di pesce ad Anadolu

Santa Sofia e Moschea Blu

10 apr

Sono stati giorni vissuti da turisti a Istanbul quelli delle vacanze pasquali. Con i nostri amici arrivati dall’Italia abbiamo visitato la città come non l’avevamo ancora fatto.

Sultanahmet è stato il quartiere più battuto, per intenderci quello del Gran Bazar, Santa Sofia, la Basilica Cisterna, la Moschea Blu.

Ecco alcune foto.

Moschea Blu

Moschea Blu

Santa Sofia

Santa Sofia

Santa Sofia

Santa Sofia

 

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