Archivio | agosto, 2008

Tutti vaccinati!

27 Ago

Tutti a Milano per le vaccinazioni. Alle 7 di questa mattina eravamo davanti alla Asl di via Statuto per farci torturare le braccia. Da un lato epatite A e dall’altro quattro ceppi di meningite. E non è finita: nei prossimi giorni faremo antitetanica e antitifica!

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Una incredibile coincidenza

24 Ago

Ormai da qualche giorno la decisione era stata presa: Angelo aveva accettato l’incarico quinquennale ad Asmara.

E io? Che cosa avrei fatto io? Sarei rimasta in Italia con le bambine? L’avrei seguito? Avrei fatto su e giù per cinque anni?

Erano tanti gli interrogativi in merito all’argomento e passavo le notti insonni cercando una soluzione. La risposta alle mie domande è arrivata per caso. Si è trattato di una coincidenza assolutamente incredibile, che ci ha fatto pensare che tutto fosse scritto nel destino. Chi legge queste righe non riuscirà a credere alle mie parole. Seguitemi: per sapere come possa essere la vita in Eritrea, ci viene in mente di telefonare a scuola per farci dare dei recapiti telefonici di colleghi che possano illustrarci la situazione. L’impiegata gentilmente ce ne fornisce due. Io e mio marito ci sediamo al bar della spiaggia di Golfo Aranci muniti di penna e taccuino con una lista infinita di domande e cominciamo a comporre il primo numero. Nessuno risponde. L’Insegnante procede con il secondo e… la persona che risponde al telefono in quel preciso istante non si trova a casa sua vicino a Roma, ma è in vacanza. Indovinate un po’ dove? Sì, avete capito bene: a Golfo Aranci, per la precisione stava passando con il camper sulla strada che costeggiava la nostra spiaggia. Dal bar vediamo il camper passare e poi, alla nostra richiesta di fermarsi per conoscerci e bere un aperitivo, eccolo tornare indietro e venire verso di noi. Dal camper scendono in tre: Renata, Marco e il bambino di quattro anni, una famiglia davvero simpatica e disponibile. Dal quadro che ci delineano capiamo che possiamo partire tutti insieme: io, l’Insegnante e le bambine.

Asmara

22 Ago

Quando si dice l’utilità della Rete. Asmara ed Eritrea erano per me e mio marito due parole a cui non si associavano particolari significati, se non conoscenze storiche sul colonialismo italiano. Con un semplice motore di ricerca l’enorme biblioteca di Internet ci è corsa immediatamente in aiuto: articoli, immagini, documenti, mappe satellitari ci hanno dato un’idea del posto.

Asmara è la capitale dell’Eritrea, si trova sull’Acrocoro Etiopico a circa 2400 metri sul livello del mare. E’ un centro industriale e commerciale collegato al porto di Massaua tramite la linea ferroviaria costruita dagli italiani durante il periodo coloniale (1897-1911). Gode di un clima particolarmente mite e salubre definito “montano tropicale”, in altre parole mite e temperato, con cieli tersi per otto mesi l’anno.
Con una popolazione di mezzo milione di abitanti, è la città più grande dell’Eritrea, anche se appare minuscola se paragonata a gran parte delle capitali di altri paesi africani. E’ una città molto italiana, non solo nel retaggio del periodo coloniale, evidente nei taxi Fiat Seicento e nell’architettura art déco, ma anche nello stile di vita, in cui trovano spazio il cappuccino del mattino, la passeggiata serale in centro città e un ritmo di vita calmo e rilassato.

La nomina

21 Ago

La notizia del nostro prossimo trasferimento ad Asmara, in Eritrea, è arrivata in una tranquilla mattina di fine luglio. Mi trovavo con la famiglia in una delle più belle spiagge della Sardegna, Cala Sassari. In realtà la giornata non era cominciata nel migliore dei modi. Mia figlia maggiore quel giorno si era svegliata accusando una forte sensazione di nausea e più volte sulla spiaggia aveva manifestato dolori allo stomaco. Mentre tentavo di capire cosa stava succedendo alla bambina, ecco il telefono squillare. Dopo aver pescato il cellulare sul fondo dello zaino lo porgo a mio marito che sonnecchia sdraiato sotto l’ombrellone e sembra non darsi pensiero di chi possa essere a cercarlo.

“MAE” ripete più volte a bassa voce cercando il mio sguardo. E io realizzo che ci siamo. Sì, ci siamo arrivati, siamo al momento voluto e atteso da circa un anno e mezzo: la nomina come insegnante da parte del Ministero Affari Esteri.

La sede, però, non ci è dato di sceglierla, perché è l’ultima rimasta. Dobbiamo solo scegliere se accettare o no l’incarico. E accettiamo.

Destinazione Asmara

20 Ago

Una vita passata tra arrivi e partenze, lasciando tutto alle spalle per ricominciare ogni volta da capo, cercando l’integrazione con gli abitanti del posto, intrecciando relazioni per poi interromperle dopo qualche tempo.

Prima a dodici anni a Port Harcourt, in Nigeria, con la famiglia, poi a Genova per completare gli studi. Poi di nuovo in Nigeria, a Lagos, come insegnante, infine gli anni trascorsi in vari paesi della Bergamasca, in montagna, pianura, al lago. Insomma un continuo cambiamento, sempre con la valigia in mano, sempre con la sensazione di essere una sradicata ma con l’entusiasmo di scoprire nuove e diverse realtà.

E ora si ricomincia. Destinazione Asmara.

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