Archivio | gennaio, 2009

Il cimitero di Asmara

19 Gen
Il cimitero civile e militare di Asmara

Il cimitero civile e militare di Asmara

Stamattina mentre giravo per Asmara alla ricerca dei luoghi dell’infanzia di una delle mie più care amiche, sono approdata al cimitero cittadino dove, in una bellissima cappella, sono seppelliti alcuni membri della sua famiglia. Sono rimasta molto colpita dalla quantità di italiani che riposano lì, non solo militari, ma anche civili, nonché dalla cura e dalla maestosità che caratterizzano alcune tombe di famiglia.

Ecco due foto che documentano ciò.

Il cimitero civile e militare di Asmara

Il cimitero civile e militare di Asmara

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Timkat

19 Gen
Processione nel quartiere Tiravolo

Processione nel quartiere Tiravolo

Oggi qui in Eritrea è festa. Si tratta di una celebrazione copto ortodossa detta Timkat, ossia l’Epifania. Anche la scuola italiana di Asmara ha rispettato questa festività, così io e mio marito questa mattina ne abbiamo approfittato per andare un po’ in giro per la città e osservare le varie processioni accompagnate da canti e balli.

Donne in processione

Donne in processione

Una domenica in piscina

18 Gen
L'Asmara Palace Hotel

L'Asmara Palace Hotel

Da quando hanno riaperto l’Inter-Continental, un grande albergo a cinque stelle che ora si chiama Asmara Palace Hotel, le nostre domeniche sono cambiate. Si parte da casa a metà mattina – quando la temperatura comincia a rialzarsi –  e si ritorna a metà pomeriggio, prima del freddo serale, per trascorrere una giornata all’insegna del relax. L’albergo, che si trova lungo la strada per l’aeroporto, è dotato di ogni comfort: dal campo da tennis a quello di squash, dal centro fitness al bar, al ristorante. Ma la nostra zona preferita rimane quella della piscina, anzi delle piscine, visto che ce ne sono ben tre: una esterna e due interne riscaldate.

Le piscine dell'Asmara Palace Hotel

Le piscine dell'Asmara Palace Hotel

Come un cucciolo ti cambia la vita

14 Gen
Sara con il cucciolo

Shukor piccola con il cucciolo

Cosa c’è di più bello che tornare a casa ed essere accolti da una coda che si agita convulsamente, da un abbraccio di zampe pelose, da una leccata calda e avvolgente? E’ quello che ci capita da qualche tempo con il nostro cucciolino, un morbido batuffolo di tre mesi.
E’ uno spasso vederlo correre e saltare per tutto il giardino, giocare insieme alle bambine e trovarsi coinvolto nel gioco a tal punto da credersi bambino anche lui, farsi mordicchiare mani e caviglie e vederlo entrare come un fulmine in casa per andare a sistemarsi sotto il tavolino della sala. E’ uno spettacolo vederlo alle prese con lo specchio: quando gli capita di trovarcisi di fronte abbaia e ringhia minaccioso a se stesso pensando di aver davanti un suo simile.

E poi come dimenticare i disastri che combina? Ciabatte e zoccoli rubati e sparsi per il giardino, buche scavate nella terra in cui deposita pezzi di cibo temendo le peggiori carestie, fiori e piante potate – tanto per usare un eufemismo!
Proprio stamattina facevo il calcolo di ciò che – o per limarsi i denti o per farci una degna accoglienza al nostro rientro – finora ha distrutto:

un paio di miei sandali, gli unici di cui disponevo
un paio di scarpe nuove di Shukor piccola
quattro pantaloni delle bimbe
una felpa nuova di Shukor grande.

Da ultimo una comunicazione a tutti i lettori del blog – ma non ridete troppo, vi prego! – ha anche cambiato sesso: ora è femmina, si chiama Camilla.

Gli anziani eritrei

4 Gen
Un signore anziano eritreo

Un signore anziano eritreo

Adoro i signori anziani eritrei. Vestiti in abiti doppiopetto, sono soliti portare il borsalino, gli occhiali da sole, la cravatta o un foulard al collo. Anche coloro che versano in difficoltà economiche non rinunciano ad essere distinti ed eleganti: la camicia rattoppata, la manica lisa, la giacca scolorita vengono portati con grande dignità.
Quando giri per il centro di Asmara ti sorridono e salutano e, se hai bambini con te, ti fermano per fare due chiacchiere in italiano o per baciare la manina ai piccoli, gesto che qui in Eritrea è considerato di grande cortesia. Sempre molto educati e gentili, amano sapere da dove provieni, se da Milano o Roma, sono soliti raccontare come era Asmara una volta e chiedere se apprezzi la città.
Spesso li trovi nelle pasticcerie, seduti a gustarsi un dolcetto, o al bar con gli amici davanti a un bicchiere di shai (tè aromatizzato con chiodi di garofano e altre spezie). La sera non trascurano il rito della passeggiata in centro ed è bello vederli avanzare in schiera di due o tre a braccetto.

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