Come stai?

22 Gen

Una delle usanze più tipiche degli eritrei è quello di aprire una conversazione con quest’espressione: “Come stai?” Non una volta – sia ben inteso – due o tre volte. Al telefono, per strada, nei negozi. Come stai? Come stai? Kemay aleka (pron. cammellah ha). La risposta è sempre quella. Puoi essere in preda all’influenza, puoi aver avuto un lutto in famiglia, puoi essere in fin di vita, ma c’è un solo modo di rispondere a questa domanda: Bene, grazie! Tsebuk (pron. zebù), yekeniyeley (pron. ieregnellè)! Insieme a quest’espressione non può mancare la classica stretta di mano che, se vuol essere reverenziale al massimo, deve essere fatta in questo modo: la mano sinistra sorregge il braccio destro all’altezza del gomito.

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