Archivio | gennaio, 2012

Si Roombaaaa!

29 Gen
Roomba

Roomba

Quando ci siamo trasferiti a Istanbul non abbiamo lasciato soltanto la grande casa di Asmara, ma anche chi si occupava di essa, ossia Mehret e Nebiat. La prima era incaricata di fare le pulizie e stirare, la seconda, anche soprannominata dall’Insegnante la Pastamatic per la sua attitudine a impastare, si occupava appunto della cucina. Insomma, l’impegno di Destinazioneestero nelle faccende domestiche in terra africana era quasi nullo. A Istanbul invece, a causa di un diverso costo della vita,  è proprio lei a giostrarsi tra scope, ammorbidenti e pentole. Sarà per questo, sarà per i suoi prossimi impegni all’Università che l’Insegnante ha pensato per Natale di regalarle un robot per le pulizie di casa.

– Ti piacerebbe un bel robot aspirapolvere? – Le aveva chiesto l’Insegnante in perioso natalizio – Se hai la pazienza di aspettare, quando torniamo in Italia per le feste di gennaio te lo regalo!

– Ma che idea ti salta in testa? Ho appena comprato un’aspirapolvere! – gli aveva ricordato Destinazioneestero.

– Sì, peccato che il tuo aspirapolvere non faccia le pulizie da solo! Quello che voglio regalarti io invece lo accendi, esci e quando ritorni è tutto pulito!

– Ma figurati! – gli aveva risposto scettica Destinazioneestero.

– Ti dico di sì, ti mostro il funzionamento su Internet – aveva ribadito convinto l’Insegnante.

E così, vedendo la dimostrazione sul sito e parlando con l’amica turca che già lo possedeva, Destinazioneestero si era convinta che quello era proprio il regalo di Natale che ci voleva.

Ora è qui, sdraiata sul divano in assoluto relax, con il suo robottino che roomba a più non posso!

Destinazioneestero su Genitoricrescono

26 Gen

Qualche giorno fa mi ha contattata Chiaradinome per un’intervista da pubblicare sul sito Genitoricrescono.

Ecco la bellissima introduzione fatta da Chiara:

“Mi sono imbattuta nel blog Destinazione Estero chissà per quali vie e ne sono rimasta folgorata. Orgogliosa della mia scoperta, mi accorgo poi di essere arrivata quasi ultima perché Raffaella racconta qui le sue avventure da expat già dal 2008 e ha moltissimi affezionati lettori.
In breve questa è la sua storia. La famiglia Destinazione è composta da papà e mamma, entrambi insegnanti, e dalle due figlie, dette le Shukorine (pron. sciukorine, cioè zuccherine). Nel 2008 traslocano tutti in Eritrea, ad Asmara, per seguire il capofamiglia che ha ottenuto il trasferimento all’estero. Il container con tutta la loro casa arriva dopo due mesi…
Dopo tre anni, il tempo di ambientarsi, innamorarsi dell’Africa, stringere relazioni, nuovo trasferimento!
Da qualche mese la famiglia vive a Istanbul: il papà insegna, la mamma si iscrive al corso di turco e svolge un dottorato di ricerca presso un’università locale, le bimbe frequentano la scuola italiana.
Raffaella racconta tutto ciò con una freschezza e una serenità che stupiscono chi, come me (anzi no, come mio marito) fatica a immaginare di cambiare città, figuriamoci continente! Eppure vi verrà una voglia di partire…”

Per leggere l’intervista andate a questo indirizzo:

Genitoricrescono

Versatile Blogger Award

25 Gen
Ho ricevuto la nomina di “Versatile Blogger” da parte di Valentina autrice del blog The Greatest Gift, che mi ha inserita nell’elenco dei blog che segue con maggior interesse. Per questo la ringrazio e colgo l’occasione per segnalarvi il suo blog che è per me un punto di riferimento per rendere più organizzati i miei spostamenti aerei da mamma expat.
Versatile Blogger Award

Versatile Blogger Award

Questa iniziativa consiste nel rivelare sette cose di me e poi nominare altri quindici blog che ritengo interessanti.

Ecco i miei quindici punti random:
1. Rido spesso, anche per minime cose
2. Sono una maniaca dell’ortografia
3. Non sopporto gli uomini con i pedalini o le camicie a maniche corte
4. Adoro i libri di Sophie Kinsella, di solito li leggo durante i viaggi aerei per distrarmi
5. Sono disordinatissima
6. Sono brontofobica
7. Non amo i cibi dolci.
Ecco i quindici blog che ho scelto:
1. Ringraziare la persona che vi ha nominato e mettete il link del suo blog.
2. Condividere 7 fatti riguardanti la vostra vita.
3. Mandare l’award ad altre 15 blogger che ritenete abbiano un blog interessante.

In Italia passando per l’Asia

24 Gen
Colazione a Sabiha Gokcen

Colazione a Sabiha Gokcen

Da sabato siamo in Italia. Stavolta siamo andati in un altro continente per ritornare in Europa. E’ bastato infatti fare pochi chilometri in più per arrivare nel lato asiatico di Istanbul, all’aeroporto Sabiha Gokcen, e  prendere la Pegasus Airlines. E’ stata un’emozione percorrere questo trafficatissimo ponte sospeso sul Bosforo e trovarsi nel continente asiatico.

L’aeroporto, il secondo di Istanbul, ci ha sorpresi per la sua modernità. E’ utilizzato soprattutto dalle compagnie low cost ed è dedicato al primo pilota donna della Turchia.

Chiudo un occhio?

19 Gen
Gli ultimi scatoloni

Gli ultimi scatoloni

Quando ti svegli pensando che ti aspettano almeno dieci scatoloni del trasloco da sistemare, la lavatrice da avviare, i panni da stendere in casa perché fuori nevica, il ritiro della scheda di valutazione delle figlie, il corso di turco, le valigie da preparare per l’imminente vacanza in Italia allora la giornata non comincia certo nel migliore dei modi. Sono qui nel letto ancora in stato di dormiveglia e mi sembra di sentire le voci degli scatoloni che mi chiamano di là dallo studio. E’ vero, sono arrivata ad averne soltanto dieci su un totale di cento, dovrei essere felice, il più è fatto mi dicono. Eppure così non è. Perché quando uno non ha più lo spazio per sistemare le cose che contengono, non c’è soluzione. Sono ormai soltanto dieci, ma dieci rimarranno, lì, a occuparmi il pavimento dello studio chissà ancora per quanto tempo.

Se solo non si fosse rotta la scarpiera durante il trasloco adesso ne avrei liberati altri tre o quattro. Se solo l’Insegnante mi avesse ascoltata quando dicevo che era necessario acquistare una o due librerie, adesso forse ne avrei liberati altri sei. Tocca aspettare. Che si vada in Italia per le vacanze invernali (qui a Istanbul la scuola non chiude per Natale, ma a fine gennaio) e poi che una volta rientrati si faccia venire in casa il falegname a riparare la scarpiera e si faccia una puntatina al solito negozio svedese per l’acquisto di due Billy. Non voglio pensare al tempo che mi ci vorrà per averne almeno una completa, visto che l’ultima volta ci hanno messo due mesi ad assemblare il primo dei due armadi. E intanto gli scatoloni mi fanno ciao da lontano. Li guardo e penso che non vedo l’ora che anche per i libri si passi definitivamente al sistema digitale. Osservo le scarpe e mi chiedo se era necessario comprarle proprio tutte.

Per il momento chiudo un occhio. Ma per il futuro mi devo alleggerire. Prometto, giuro che nel corso della mia prossima vacanza italiana non mi farò tentare da nessun tipo di acquisto, ci fossero anche negozi che buttano fuori gli abiti con lo sconto del 90%. Ce la farò?

E poi, dulcis in fundo, c’è un’altra cosa che mi mette un’angoscia incredibile, ma di cui le Shukorine vanno fiere: Scheletrino. Ha richiesto un anno di paziente raccolta ai nonni in Italia, poi dopo essere stato imballato in due giganteschi scatoloni è stato imbarcato sul container. Ora il suo montaggio è appena cominciato e così si presenta al momento:

Scheletrino

Scheletrino

Non so se conoscete l’niziativa del Corriere della Sera intitolata “Divertiti e conosci il corpo umano”. Divertìti lo siamo e molto. I nonni ad acquistare le sessantaquattro uscite in edicola dell’opera, l’Insegnante ad assemblarle tutte e io a osservare il risultato: un amico di 110 cm di altezza che continuamente mi ricorda il mio destino.

Ceramiche al Gran Bazar

18 Gen
Ceramiche turche

Ceramiche turche

Di queste ne ho già una discreta collezione. Mi piace adoperarle soprattutto per servire gli stuzzichini all’ora dell’aperitivo. Se ne trovano di varie forme e dimensioni, tutte con colori molto vivaci. Bellissime quelle con i disegni in rilievo, tono su tono.

Da notare nella foto l’onnipresente gatto di Istanbul, questa volta in porcellana.

Storia di un container che viaggiò da Asmara a Istanbul

13 Gen

L’avevamo preparato in una settimana di tempo il container che avrebbe dovuto trasportare le nostre masserizie da Asmara a Istanbul. Era stata una fatica immane selezionare e impacchettare i pezzi da far recapitare in Turchia. Ricordo lo stress di quei giorni: impacchettavo e impacchettavo mentre Shukor piccola raccoglieva bruchi in giardino e la gente entrava e usciva di casa per acquistare i mobili o gli elettrodomestici che non intendevamo portarci dietro.

E ora eccoli qua, i cento scatoloni arrivati ieri mattina alle 9 sotto casa mia a Istanbul. Hanno impiegato più di quattro mesi sballottati da Asmara a Roma e da Roma in Turchia su due divere navi. Eccoli qua ad occuparmi due camere e uno studio e ad aspettare che io mi decida ad aprirli.

Un PhD a Istanbul

11 Gen

Capita che si arrivi in un Paese straniero scelto quasi per caso, capita che questo Paese ti piaccia, che tu cominci a scoprirlo pian piano e che tu faccia di tutto per potertici sentire meglio, anche imparare la sua lingua difficile. Capita anche che in questo Paese ci sia un’università con sei diverse facoltà, corsi in inglese e molti dottorati di ricerca.

Capita poi che un’amica expat che già frequenta il PhD ti invogli a iscriverti. Tu raccogli la documentazione (certificato di laurea, master, certificazione TOEFL), la traduci in inglese, compili il CV, ti fai scrivere la letter of presentation da parte di due stimati docenti universitari italiani, scrivi una letter of intention e compili alcuni moduli online. Dopo pochi giorni hai la risposta: accettata!

Addio Gran Bazar! Da febbraio e per i prossimi tre anni il mio tempo lo dedicherò ad altri cose dilettevoli.

Al Museo archeologico di Istanbul

10 Gen

Questa mattina ho visitato Istanbul come una studentessa accodandomi alla classe delle mie figlie che andava in visita didattica al Museo archeologico. Con me anche alcune mamme expat. Non essendoci posto sul pulmino della scuola, abbiamo preso il tram da Tophane a Gülhane per ritrovarci tutti all’ingresso del Museo.

Ingresso del Museo archeologico

Ingresso del Museo archeologico

In realtà il museo non è uno solo, ma è un complesso articolato in tre edifici: Museo di archeologia, Museo dell’Antico Oriente, Museo di arte islamica. E’ un sito veramente grande, uno dei dieci più importanti al mondo. Noi ci siamo particolarmente soffermati sui reperti egizi, assiri, sumeri e babilonesi.

Una stele

Una stele

Tra i pezzi più pregiati ci sono una raccolta di tavolette sumere, tra le quali il trattato di Kadesh e il sarcofago in marmo di Alessandro Magno

Il trattato di Kadesh

Il trattato di Kadesh

Interessante è anche il museo della ceramica turca con i bellissimi pezzi di Iznik.

Ceramiche di Iznik

Ceramiche di Iznik

Il gatto che si autoadottò

8 Gen
Il gatto che si autoadottò

Il gatto che si autoadottò

C’è una storia, una bella storia, che fa sorridere di gioia e compiacimento le mie bambine. Non è una storia fantastica, ma reale, accaduta nei giorni di Natale qui a Istanbul.

Parla di un gatto grigio con il mantello tigrato che aveva per padrona una donna anziana. Lo teneva in casa e lo accudiva probabilmente come si accudisce un bambino. Poi la vecchietta è morta e il gatto è rimasto per strada, solo e triste.

Il giorno di Natale una signora italiana lo sente miagolare sul pianerottolo di casa, apre la porta e gli dà qualcosa da mangiare. Il gatto torna da lei più e più volte. Ogni volta che la signora italiana gli offre qualcosa mangia di gusto e si sdraia sul divano. Si fa accarezzare il gatto. Si fa coccolare.

Il Natale lo trascorre sul divano di quella casa con alcune famiglie italiane, famiglia Destinazione compresa. I bambini lo riempiono di attenzioni e il gatto si crogiola in tutto quell’amore. La signora italiana tenta di farlo uscire dalla sua casa: da lì a pochi giorni arriverà in famiglia un cagnolino, un cucciolo di cocker e probabilmente non andrebbero d’accordo insieme, inoltre la signora non ha una lettiera per lui e comunque non è intenzionata a tenerlo nel suo appartamento. Non sa di chi sia questo gatto, ma di qualcuno sarà, visto che ha un collarino. E invece si scopre la sua storia.

Nei giorni successivi il gatto bussa alla porta ogni mattina, sempre alla stessa ora. Fa talmente tanto rumore che la signora è costretta a farlo entrare in casa. Si beve la sua scodella di latte e si sdraia sul divano. Vorrebbe anche sdraiarsi sui letti se glielo permettessero. Si sta bene in quella famiglia. La cucina è ottima, i bambini sono tanti e c’è tanto amore. Il gatto ha deciso di rimanere, si è trovato una famiglia e un nuovo amico.

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