Archivio | febbraio, 2012

Lunedì alla Fatih

27 Feb
Fatih University

Fatih University

Lunedì mattina. Per Destinazioneestero significa università. Significa levataccia puntata sulle 6.30. Tè, doccia, vestiti, borsa e intabarramento ché a Istanbul a quell’ora fa freddo.

Alle 7 Destinazioneestero trema sotto la pioggia nel punto concordato con l’Amica Pioniera (per chi non avesse letto le puntate precedenti, quella che per prima ha provato l’esperienza del dottorato a Istanbul) che giunge col taxi, la carica e via verso Şişli.

Mentre sulla pensilina in rigorosa fila indiana aspetta il pullman a due piani, Destinazioneestero sa già che questa è una delle mattine più sfigate per raggiungere la Fatih University. Piove in tutte le direzioni, l’ombrello è infinitamente piccolo per coprire due persone, l’abbigliamento è stato troppo ottimistico. L’E 60 arriva in netto ritardo e il viaggio procede a rilento per il troppo traffico. All’interno, dove la gente dorme o studia lanciando di tanto in tanto uno sguardo ai vetri appannati e gocciolanti, una voce cerca di coordinare al cellulare la preparazione delle Shukorine che il lunedì avviene – o dovrebbe avvenire – sotto la direzione dell’Insegnante.

Alle 9.30, le due fanno capolino nell’aula di Diaspora Studies, dove il prof Keniota, ormai da un’ora, sta parlando del colonialismo in Africa. Fortuna che ogni tanto il prof se la ride, fortuna che con l’I-pad di Shukor grande prendere gli appunti e acquistare libri su Amazon è quasi uno scherzo, la lezione finisce alle 11 non senza essere stata obbligata a una presentazione di se stessa. Ci scappa che è italiana, che ha vissuto per alcuni anni in Nigeria, per altri in Eritrea. E zacchete, Destinazioneestero si aggiudica l’argomento della “presentation” di maggio: il colonialismo italiano e la letteratura della recente diaspora.

Un tost al formaggio e un çay, poi si ricomincia con la prof Americana di Comparative Literature. Ombretto azzurro e fazzoletto nella manica non le mancano neanche oggi. Le sue lezioni non sono molto frequentate, forse perché legge per ben due ore con voce monocorde, o forse perché chiede alle studentesse di relazionare su una lettura assegnata…

La prossima settimana indovinate un po’ a chi tocca?

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Il Çiçek Pasajı

26 Feb
L'ingresso del Çiçek Pasajı

L'ingresso del Çiçek Pasajı

Uno dei luoghi che più amo a Istanbul, più o meno a metà dell’Istiklal Caddesi, è una galleria in stile assolutamente europeo, chiamata Çiçek Pasajı, o Passaggio dei fiori.

Risale al 1876 e attualmente con i fiori non ha nulla a che vedere, ma in passato era una galleria floreale.

Il passaggio ha una volta in vetro che protegge dalle intemperie e nello stile richiama moltissimo la Galleria di Milano. I vecchi negozi hanno adesso ceduto il campo a numerosi ristoranti e bar, molto eleganti e raffinati.

Entrando dall’ingresso che dà sull’Istiklal, adoro percorrere tutta la galleria e ritrovarmi all’uscita posteriore, quella che si apre sul mercato del pesce.

L'interno del Çiçek Pasajı

L'interno del Çiçek Pasajı

La Cola Turka

22 Feb
Cola Turka

Cola Turka

Si può dire che a casa Destinazione la Coca-Cola non manchi mai. L’Insegnante infatti ha sviluppato una dipendenza che gliela fa prediligere a qualunque altra bevanda.

Ieri, mentre facevamo la spesa al supermercato vicino casa, è stato lui a vederla in cima agli scaffali, e a convincermi a provarla.

– Ne sei sicuro? – Gli ha detto Destinanazioneestero mentre l’Insegnante afferrava voglioso il boccione da 2 litri di Cola Turka.

– Perché no? – Ha chiesto l’Insegnante.

– Perché tu bevi solo la marca americana e disdegni le altre! – Gli ha risposto Destinazioneestero.

– Allora prendiamone una lattina e se ci soddisfa la prossima volta andiamo giù di boccione!

Compromesso raggiunto, siamo tornati a casa con le nostre cinque buste di spesa in cui si agitava allegramente anche la Cola Turka da 33 ml.

A casa il grande assaggio: molto più gassata e più dolce dell’altra. La prossima volta niente boccione.

 

Shukorine chitarrine

21 Feb
Strumenti musicali a Galata

Strumenti musicali a Galata

Il martedì in casa Destinazione è il giorno dedicato alla musica.

La settimana scorsa le Shukorine hanno cominciato il corso di chitarra classica, il che per Destinazioneestero comporta rotolarsi giù da Cihangir fino all’aula di musica del liceo IMI con due chitarre, due appoggia piede, due album di musica e un leggio appesi alle spalle.

Ah, dimenticavo i libri di turco, sempre a tracolla, ché mentre le Shukorine seguono il corso di chitarra Destinazioneestero segue o cerca di seguire quello di turco, tanto per ottimizzare i tempi.

Lascio alla vostra immaginazione cosa succede quando il pomeriggio le Shukorine si esercitano con le loro chitarrine.

Colazione alla Fatih

16 Feb

E tra una lezione e l’altra, lunedì sono riuscita anche a farmi una cultura culinaria con l’Amica Pioniera, quella cioè che per prima nel gruppo expat italiano ha provato l’esperienza del PhD.

Eh sì, perché la cultura è importante e quella culinaria non è da meno. Per cui al bar dell’Università tra i tanti dolci e le tante pizze esposte nelle vetrine la mia scelta è caduta sul borek al formaggio che ancora non avevo assaggiato. Si tratta di una sottile sfoglia di pasta ripiena di verdura, patate o formaggio che a strati forma una specie di lasagna molto delicata.

Inutile dire che si accompagna bene con il çay (pron. ciai), ossia il tè turco.

Cosa ve ne sembra? Mi riferisco al mio borek, non alla fetta di torta dell’Amica Pioniera, eh!?!

Borek

Borek

Alla Fatih

13 Feb
Fatih University

Fatih University

Stamattina, mentre ero seduta sul pullman a due piani che mi portava alla Fatih Univerity per cominciare i corsi del PhD, inevitabilmente il mio pensiero andava agli anni trascorsi alla facoltà di Lettere a Genova. Alle sue aule tristi, vecchie e sovraffollate tanto che a volte non si riusciva neanche ad entrare. Alle lunghe ore trascorse in attesa degli insegnanti ritardatari, agli appunti presi seduta sul pavimento perché trovare una sedia era un’impresa impossibile.

Mentre imboccavamo l’autostrada e davanti a me scorrevano in quest’ordine moschee, grattacieli e casermoni industriali. Mentre Istanbul e i suoi 17 milioni di abitanti si risvegliavano, mi chiedevo come sarebbe stata la Fatih e come sarebbe stato l’impatto con questa nuova realtà.

Una vaga idea me l’ero già fatta visitando il sito internet ad essa dedicato. Ma la modernità, la pulizia, le dimensioni e l’organizzazione di questo complesso che si trova a Büyükçekmece sono indescrivibili se non li si sperimenta di persona.

I blocks della Fatih University

I blocks della Fatih University

Gli studenti undergraduate sono 8608, gli associate degree sono 2571, quelli post graduate 1762. Gli stranieri 968.

Fatih University

Fatih University

L’università conta 7 facoltà e 49 dipartimenti. Il campus ospita un centro fitness, un campo da football, uno da basket, una sala lettura, innumerevoli caffetterie, molteplici laboratori, una grande biblioteca e un enorme dormitorio.

Gli interni della Fatih University

Gli interni della Fatih University

Il dormitorio della Fatih University

Il dormitorio della Fatih University

La terrazza della caffetteria

La terrazza della caffetteria

Le aule sono spaziose, dotate di proiettori, lavagne multimediali, collegamento internet wireless e banchi con prese di alimentazione elettrica per PC portatili.

Kar

10 Feb
Neve nella nostra via

Neve nella nostra via

Kar. Così chiamano la neve in Turchia. E kar continua a scendere da due giorni, sottile e trasversale perché accompagnata dal vento freddo. Tanto che stamattina eravamo tutti convinti che le scuole rimanessero chiuse. Invece… l’sms che di solito annuncia il tanto sperato evento non è arrivato. Col risultato che gli ingranaggi della preparazione sono partiti in ritardo sulla solita tabella di marcia ed è stata una corsa affannosa.

Le Shukorine vanno a scuola

Le Shukorine vanno a scuola

 

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