Archivio | maggio, 2012

Shukor piccola e l’Amico F

23 Mag

Quando sono andata a riprendere Shukor piccola a casa dell’Amico F venerdì scorso li ho trovati entrambi seduti vicini vicini davanti a un cartone animato.

Una volta a casa ho cominciato una cauta indagine su come si era svolta la giornata. Avevano fatto merenda, giocato a Indovina chi? e… nel racconto non c’era traccia di radici quadrate e di segreti rivelati.

– Shukorina, le hai capite le radici quadrate? – ho azzardato.

– L’Amico F non me le ha spiegate. Ha detto che aveva una bilancia con i pesi e che potevamo esercitarci con quella sui grammi e sui kili, che è l’argomento che stiamo facendo adesso a scuola con la maestra.

– Ah, benissimo! – ho detto io. Mi sembra una buona idea, migliore sicuramente dell’imparare le radici quadrate. Per quelle c’è tempo, voi siete ancora piccolini.

Poi mi volto e vedo al polso di Shukor piccola un braccialetto dell’equilibrio. Regalo dell’Amico F.

Non so cosa pensare, ma da venerdì scorso non se l’è mai tolto e lo porta ancora adesso.

I segreti di Shukor piccola

18 Mag

La mia Shukor piccola oggi dopo la scuola va a giocare dall’Amico F.

Shukor grande, che è abituata a stare sempre insieme alla sorella, si è chiesta il perché di questo pomeriggio a due.

– Amico F mi vuole spiegare la radice quadrata! – ha giustificato Shukor piccola. E fin qui non sono rimasta per nulla sorpresa perché, anche se è in terza, lei adora la matematica e ama cimentarsi con il programma dei più grandi, che probabilmente ascolta di sfuggita la mattina nella pluriclasse.

– Te la posso spiegare io la radice quadrata! Non c’è bisogno che tu vada dall’Amico F! – ha risposto Shukor grande gelosa.

Ed ecco allora arrivare un’altra giustificazione:

– E poi l’Amico F mi deve dire un segreto!

Ora sono curiosa.

Un budino di consolazione

17 Mag

Quando si ha la febbre e il raffreddore. Quando si hanno montagne di libri da studiare per tre scadenze imminenti.

Cosa si fa?

Si ordina un budino di consolazione e poi si riprende… ecciù!

Quelli che vedete sotto sono due  sütlaç, ossia due budini di latte e riso cosparsi di granella di nocciola e uvetta. Vabbé, uno è mio e l’altro è dell’Insegnante, anche se lui non deve consolarsi per niente!

Budini

Budini

E’ di nuovo tempo di gelati

15 Mag
Un gelataio turco

Un gelataio turco

Con l’arrivo della bella stagione i gelatai di Istanbul hanno rispolverato il loro abito tradizionale e cercano in tutti i modi di attirare l’attenzione dei turisti. In un altro post ho raccontato di quanto il gelato turco sia diverso da quello italiano: dolcissimo ed elastico nel vero senso della parola – tanto che quando lo lecchi rischi il famoso filo che pende dalla bocca – nei primi tempi in cui eravamo ad Istanbul lo evitavamo proprio, oppure lo acquistavamo per puro divertimento. Infatti per essere un bravo gelataio qui in Turchia non basta saper preparare il gelato o saperlo mettere su un cono, ma bisogna anche essere dei bravi giocolieri, manipolando con destrezza il cono e il suo contenuto, fingendo di lasciarlo cadere mentre lo si porge al cliente, sottraendoglielo dalle mani senza quasi che lui se ne accorga. Insomma, facendo tutta una serie di scherzi e trucchetti. Adesso, a distanza di otto mesi dal nostro arrivo in Turchia, il gelato locale lo acquistiamo più spesso e non lo troviamo più così particolare.

Ritorno sull’argomento gelato turco per riflettere su una cosa: quanto ogni popolo sia abituato ai sapori della propria terra, che in genere reputa i più buoni del mondo. Quando poi inizia a conoscere la cucina di un altro Paese, in genere comincia anche ad apprezzarla. L’Insegnante, ossia mio marito, ha anche più modo di me di confrontarsi con la cultura e le abitudini di questo posto, e giorni fa mi raccontava di quanto i suoi alunni trovassero strano il gelato italiano perché si scioglie troppo facilmente. Lui controbatteva dicendo che quello turco invece non si stacca dalla lingua, per questo gli italiani la prima volta che lo assaggiano rimangono sorpresi. Quando poi gli stessi alunni sono tornati da una gita in Italia, tra le cose che hanno riferito, hanno raccontato all’Insegnante anche delle enormi abbuffate di gelato fatte a Bologna e Venezia. E ne erano entusiasti.

Kadıköy

13 Mag
Pescheria

Pescheria

Devo tornarci più spesso a Kadıköy. A soli 10 minuti di battello da Istanbul e nella parte asiatica, è un luogo in cui si può ritrovare un’atmosfera un po’ più rilassata e meno frenetica di quella che viviamo quotidianamente in questa città turca.

Le vie

Le vie

Bellissimo il lungomare, ancor più bello il centro e i suoi vicoletti. Il pesce è la specialità del posto. Lo si vede arrivare in porto sui pescherecci, lo si trova esposto nelle pescherie e lo si può gustare nei tanti ristorantini del posto.

I ristoranti

I ristoranti

Devo tornarci più spesso a Kadıköy, ma da sola, senza prole al seguito. Per godermi rilassata lo shopping, entrando in tutti quei negozietti che vendono miele di favo e saponette profumatissime, trascorrendo ore e ore nei negozi di calzature e concedendomi un dolcetto seduta al tavolino di una nelle numerose pasticcerie del posto.

E poi, per finire, sempre da sola, un buon caffé. Tanto non troverei nessuno degli italiani che mi conoscono disposto a farmi compagnia in questo luogo che vedete qui in basso!

Starbucks

Starbucks

 

Sciuscià turco

10 Mag
Un lustrascarpe turco

Un lustrascarpe turco

Da come si osservano e da come sorridono sembra che si capiscano. Ma non credo sia così. Forse si trovano semplicemente simpatici. Quello sulla sinistra è mio padre, che si ostina a parlare in inglese con i turchi. Quello sulla destra è uno dei tanti sciuscià o lustrascarpe di Istanbul. In turco non conosco il nome, me lo dirà sicuramente qualche mia amica blogger che ha studiato questa lingua più di me.

Quando ho visto questa foto ho pensato che anch’io prima o poi come mio papà mi farò lucidare le scarpe da uno sciuscià turco.

Da noi in Italia quello del lustrascarpe è un mestiere ormai desueto, che però su di me esercita un fascino incredibile. Tanto più in questa città dove il moderno e l’antico si alternano con equilibrio e grazia.

MISIR e KESTANE

8 Mag
Venditori ambulanti

Venditori ambulanti

Quando si gira per Istanbul con le Shukorine una sosta dal venditore di mısır (pron. meser) e di kestane è praticamente d’obbligo. Il mais viene venduto bollito o grigliato, mentre le castagne sono arrostite.

Proprio in questi giorni guardando i carretti dei venditori ambulanti pensavo una cosa: è da settembre che siamo a Istanbul e da allora fino a oggi ho visto vendere castagne. Non è forse passata la stagione?

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