Archivio | settembre, 2012

Pic-nic alla turca a Polonezkoy

30 Set

Uno dei modi per sfuggire alla folla e al caos di Istanbul è trascorrere il fine settimana nei bellissimi parchi di questa città. Così abbiamo fatto sabato raggiungendo Polonezkoy. L’idea era stata lanciata il venerdì da alcuni amici turchi che proponevano un pic-nic in questo “villaggio dei Polacchi” fondato nel 1842. Non so a voi, ma a me la parola pic-nic ricorda coperte sui prati, colazioni a base di pizze, uova sode, panini, pasta al forno e ovviamente preparazioni di cibi il giorno prima dell’evento.

Quest’ultima del pic-nic è la cosa che mi entusiasma di meno, lo ammetto.

Ecco, in Turchia, almeno per quel tipo di pic-nic fatto da noi non c’è bisogno di tutto questo. Nel parco in cui siamo stati ci sono aree attrezzate con ombrelloni e tavolini. Il barbecue è inserito al centro del tavolo o lateralmente. Il gestore della struttura ti porta antipasti, insalate, pane e bibite. Poi ti fa scegliere la carne (manzo, pollo, agnello) che ti cuoci da te sul barbecue. Io adoro questo tipo di pic-nic! Potrei ripetere l’esperienza molte altre volte! Anche il luogo, Polonezkoy o “villaggio dei Polacchi”, mi ha entusiasmato. Si trova nella parte asiatica di Istanbul, nel distretto di Beykoz. Esso ha mantenuto nel tempo la lingua, la cultura e le tradizioni della Polonia. All’ingresso del villaggio si possono vedere la chiesa e il cimitero cattolico. Attualmente Polonezkoy è un grande polmone verde all’interno di Istanbul. Ci sono hotel, appartamenti e ville per le vacanze o il fine settimana.  Moltissimi sono i negozi che vendono prodotti locali, tra cui frutta e verdura, miele, marmellate e altre delizie fatte in casa. Ma la grande attrazione è il parco con vari tipi di animali: scimmie, pellicani, pappagalli, asini, cavalli, papere, canguri che hanno fatto la gioia delle Shukorine e degli altri bambini che erano con noi.

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Anche l’Insegnante si è divertito a dialogare con gli animali, in particolare con un pitone albino che ha tenuto a lungo sulle spalle.

L'Insegnante e il pitone albino

L’Insegnante e il pitone albino

Künefe

24 Set
künefe

künefe

E’ decisamente il mio dolce turco preferito. Il künefe si presenta come un insieme di fili dolci e sottili che racchiudono un cuore di formaggio. Viene servito caldo rivestito di miele e granella di pistacchio. Una vera delizia!

Le nostalgie di Shukor grande e non solo di lei

20 Set
Sul Bosforo

Sul Bosforo

– Mamma, sai che Shukor grande viene ogni giorno nella mia classe?

– Come? viene ogni giorno nella tua classe? ma se adesso è in prima media, perché viene da te?

– Ha sempre una scusa diversa: ho dimenticato la merenda, dammene un po’ della tua/va tutto bene?/sto andando in palestra, mi raccomando rimani qua… eh, ma mica sono stupida io mamma, lo so che devo rimanere in classe e non andare con lei! Perché me lo viene a dire????

– Sai che c’è… Shukor grande forse un po’ ha nostalgia di te e un po’ ce l’ha della scuola elementare!

Non faccio in tempo a dire queste parole che Shukor grande corre verso la sorella e l’abbraccia forte. L’altra ride di gusto e la spinge via.

Rido anch’io immaginandomi la scenetta e rifletto su quanto può essere difficile per un bambino affrontare un nuovo ciclo di studi. Ma vorrei anche piangere in questi giorni che forse sono più duri per me che per lei. Sì perché cresce un bambino e dovrebbe crescere anche la sua mamma. Mentre questa mamma qui accidenti è rimasta ancora un po’ piccina. Non si dà pace a pensare che la sua Shukorina sia già in prima media, che abbia i professori anziché le maestre, i libri di educazione tecnica, musicale, artistica e non più il sussidiario. Che sia chiamata ragazza e non più bambina. Che presto cominci a ragionar di vestiti e smalti e amori con le sue amiche del cuore. E poi lo sa bene questa mamma qui com’è quell’età. E’ quella che conosce meglio. L’ha avuto sotto gli occhi per vent’anni quando insegnava. Eppure no, io mi sento ancora mamma di una bambina delle elementari che ti dà il bacio prima di entrare a scuola e non le importa di essere vista dai compagni, che non ha segreti per te, che non ha altri pensieri che il gioco. Ecco, oggi vorrei raccontarvi di quanto sia bella Istanbul in questa stagione, del suo clima mite, del piacere di stare in un bar davanti a un çay (tè nero) e veder passare la gente, delle gite domenicali sul Bosforo. Di quanto sia gradevole la tranquillità della casa mentre le Shukorine e l’Insegnante sono a scuola. E invece vi parlo di una mamma che vorrebbe le sue Shukor sempre piccine.

Kınalıada piccola ma bella

16 Set
Kınalıada

Kınalıada

Questa gita domenicale a Kınalıada non era prevista, ma come spesso accade le cose non programmate si rivelano le migliori.

Nel corso del mio primo anno a Istanbul ho avuto modo di visitare le due principali isole dell’arcipelago dei Principi, Büyükada ed Heybeliada. Avevo scartato a priori l’isola più vicina a Istanbul, Kınalıada appunto. Sia perché le guide la citano a malapena, sia perché tutti quelli che fanno gite all’arcipelago scelgono come meta le due isole maggiori. Infatti. Il risultato è che uno ci va alla ricerca della tranquillità e rischia di trovarvi la grande folla della città.

Kınalıada è invece una piccola isola (misura circa 1 kmq), tranquilla, con spiagge pietrose e rossicce da cui si può ammirare in tutta la sua maestà la città di Istanbul. Essendo poco frequentata la si può girare benissimo in bicicletta con i bambini, come abbiamo fatto noi. Sull’isola esiste infatti un servizio noleggio biciclette al costo di 5 TL all’ora (circa 2 euro).

Il giro dell’isola è veramente bello. Si costeggiano le spiaggette mentre lo sguardo riesce a spaziare fino a Istanbul con le sue moschee e i suoi grattacieli. Sull’isola non circolano auto o altri mezzi di trasporto che non siano biciclette o calessi. Tra le abitazioni tantissime sono villette in legno con splendide verande fiorite.

Naturalmente sono d’obbligo un pranzo a base di pesce e una tappa nelle fornitissime pasticcerie del luogo.

Istanbul dall'isola

Istanbul dall’isola

Il pesce dell'isola

Il pesce dell’isola

 

La patata kumpir

14 Set
La patata kumpir

La patata kumpir

E mi ritrovo ancora una volta a parlare di cibo. Ma non si può tacere quando quotidianamente ci si vede attorniati da queste grandi patate arrostite. Ispirano così tanta simpatia che meritano un post.

Allora dicevo, se avete un discreto appetito mentre passeggiate sulla Istiklal Caddesi a Beyoglu o a Ortakoy, un piccolo borgo di Istanbul sulle rive del Bosforo, non potete evitare di fare una sosta per assaggiarne una. Il venditore ve la estrarrà dal forno bella calda, la taglierà a metà in senso verticale e vi mescolerà una o due noci di burro e tanto formaggio. Ecco, a questo punto la vostra fantasia si potrà sbizzarrire perché potrete farcire la kumpir con olive verdi e nere, funghi, sott’aceti, mortadella, wurstel, piselli, insalata russa, mais, fagioli e sicuramente qualcos’altro che adesso non mi viene in mente. La soddisfazione è assicurata.

Un inizio tutto suo

13 Set

Mi ha svegliata alle 7 stamattina la mia Shukor piccola, ricordandomi che oggi era il suo primo giorno di scuola. Il suo, tutto suo, tutto per lei. Per due motivi: perché quest’anno non sarà più in classe con la sorella e perché quest’ultima comincerà la scuola qualche giorno dopo.

Così alle 7 ho aperto a fatica un occhio e le ho detto che poteva riposarsi ancora un po’ perché c’era ancora tempo per la scuola. Ma niente, il sonno non le tornava proprio. Ha indossato la divisa, preparato da sé la colazione e la merenda per l’intervallo. Io, per contro, ho continuato a usare i miei ritmi estivi rilassati, e sono uscita di casa ancora con i capelli bagnati.

La strada che da casa nostra porta alla scuola Marco Polo è tutta in discesa, Shukor piccola parlava e parlava felice di questo suo nuovo inizio. Io la fotografavo davanti alla moschea verde, lungo la strada degli antiquari, con la torre di Galata sullo sfondo. Poi, arrivati davanti alla scuola, non ho avuto il tempo di farle la solita foto di rito con le amichette perché nessun bambino aveva aspettato davanti al portone nonostante fosse ancora presto per entrare.

Un bacio alla mamma e via, dalla nuova maestra e dai vecchi e nuovi amichetti.

Mestieri turchi 9: il venditore di çay

11 Set
Il venditore di çay

Il venditore di çay

Che i Turchi sono dei grandi bevitori di tè ve l’ho ripetuto più volte. Lo bevono quanto gli Italiani bevono il caffè durante la giornata, ma anche più spesso. Tè nero fortissimo, servito bollente in piccoli bicchierini a forma di tulipano e senza manico, che devi stare attento a non scottarti le dita quando li afferri. Il çay (pron. ciai) è sicuramente bevuto a colazione, non ci sta male a metà mattina, è perfetto dopo pranzo, non se ne può fare a meno a metà pomeriggio chiacchierando con gli amici. Insomma, ogni occasione è buona. E se uno si trova per strada e ne ha una voglia irrefrenabile ma non trova un bar nei dintorni – cosa che a Istanbul è assolutamente impossibile – c’è sempre il venditore ambulante.

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