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Mommy Planner intervista Destinazioneestero

23 Ott

L’ho conosciuta quando era in procinto di partire per il Canada con la sua tribù ed è sempre un piacere leggere le sue esperienze di mamma expat a migliaia di km da casa. Nei giorni scorsi mi ha intervistata e sono onorata di dare l’abbrivio alla sua nuova rubrica sulle famiglie expat. Ve la presento: è Mommy Planner! L’intervista la potete leggere qua.

Blog 100% affidabile

27 Lug

Blog affidabile

Quando ho aperto il blog, quattro anni fa, l’ho fatto soprattutto per me stessa. Egoista! Eh, sì, volevo fissare nella blogosfera la mia nuova vita in Eritrea perché l’esperienza vissuta qualche anno prima all’estero, in Nigeria, era un ricordo ormai sbiadito. Non solo, volevo che le mie figlie ancora bambine potessero ricordare per sempre la loro infanzia in una terra così complessa e lontana dal loro luogo natio.

E poi naturalmente c’erano i nonni che volevano essere aggiornati sulla nostra quotidianità, e tutto il parentado e tutti gli amici che lasciavamo in Italia con cui si desiderava mantenere un contatto, il più forte possibile direi.

Quando poi mi sono resa conto che il mio blog poteva essere uno strumento di informazione utile a chi si apprestava a vivere un’esperienza simile ho cominciato a curarlo ancora di più. E quando ho iniziato a conoscere altri blogger che come me vivevano all’estero e che pur in continenti diversi provavano le mie stesse emozioni passando dall’entusiasmo per la nuova esperienza alla nostalgia per la loro terra e viceversa, allora ho capito che ero entrata in un nuovo mondo da cui difficilmente sarei riuscita a separarmi, un mondo che, diversamente dalla mia casa, sarei riuscita a portarmi dietro senza tante difficoltà – bastava un computer e una connessione a Internet – e mi sarei sentita ancora a casa, circondata dai vecchi e nuovi amici e dai familiari.

Una di queste nuove amiche è la Wonder che mi trova addirittura “affidabile”, 100% affidabile, e mi consegna un premio ambito nella blogosfera. Grazie Wonder! Sono onorata di riceverlo!

Riceverlo significa che il mio blog è:

  • aggiornato regolarmente
  • mostra la passione autentica per l’argomento di cui scrive
  • favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
  • offre contenuti e informazioni utili e originali
  • non é infarcito di troppa pubblicità

Ora cosa devo farne del premio? Ma naturalmente passarlo ad altri blogger! Che sono:

Sembra ieri…

20 Giu
Scuola Primaria Marco Polo

Scuola Primaria Marco Polo

Il nostro primo anno scolastico a Istanbul si è concluso. Sembra ieri che siamo arrivati in questa frizzante metropoli, che ci stupivamo di fronte alle gigantesche dimensioni dei centri commerciali, che spalancavamo gli occhi davanti al Bosforo, che cominciavamo ad assaggiare i deliziosi piatti della cucina turca, che provavamo i rigori dell’inverno turco e che stringevamo forte le manine delle bimbe timorosi di perderle in mezzo all’iperbolica folla dell’Istiklal Caddesi. Noi che venivamo da un Paese, l’Eritrea,  in cui si dice che il sole vi splende tredici mesi l’anno, in cui per le strade insieme alle poche auto circolano ancora i carretti trainati dai cavalli o dai muli, in cui non ci sono mall, bancomat o metropolitane.

In questi dieci mesi le Shukorine si sono dovute inserire in una nuova scuola, con nuovi compagni e nuove maestre, hanno dovuto imparare a comunicare con bambini di culture diverse e hanno dovuto imparare una nuova lingua. E l’hanno fatto senza mai lamentarsi, anzi entusiaste di aprirsi a un nuovo mondo e a nuove esperienze. Sono fiera di loro, Shukorine di mamma!

Un PhD a Istanbul

11 Gen

Capita che si arrivi in un Paese straniero scelto quasi per caso, capita che questo Paese ti piaccia, che tu cominci a scoprirlo pian piano e che tu faccia di tutto per potertici sentire meglio, anche imparare la sua lingua difficile. Capita anche che in questo Paese ci sia un’università con sei diverse facoltà, corsi in inglese e molti dottorati di ricerca.

Capita poi che un’amica expat che già frequenta il PhD ti invogli a iscriverti. Tu raccogli la documentazione (certificato di laurea, master, certificazione TOEFL), la traduci in inglese, compili il CV, ti fai scrivere la letter of presentation da parte di due stimati docenti universitari italiani, scrivi una letter of intention e compili alcuni moduli online. Dopo pochi giorni hai la risposta: accettata!

Addio Gran Bazar! Da febbraio e per i prossimi tre anni il mio tempo lo dedicherò ad altri cose dilettevoli.

Un momento magico per Shukor grande

2 Gen

Come la maestra Lida ad Asmara è stata un amore a prima vista per Shukor piccola, così la maestra Franca lo è stata per Shukor grande. L’ha avuta come insegnante soltanto per tre mesi, da marzo fino a giugno scorso, ma la porta nel cuore come se ci avesse trascorso insieme un quinquennio di scuola primaria. Non andrò per le lunghe a spiegarvi i motivi di tanto affetto. Ve ne butto lì uno soltanto, quello che io come mamma-insegnante ho notato da subito. E’ quell’empatia che nasce quando l’alunno capisce che la maestra ha a cuore il suo benessere.

Così, dopo tre mesi di testi scritti, lineee del tempo e coniugazioni dei verbi, sono arrivate le vacanze estive. Poi è arrivato settembre e con lui il nostro trasferimento a Istanbul. Le due si sono lasciate con grande dispiacere.

Non la vedrò più? Si chiedeva Shukor grande e si rattristava.

Ma la vita, che è una gran simpaticona e che a volte – il più delle volte – fa dei giri strani, ci ha smentiti ancora. Franca ha scelto come meta delle sue vacanze di fine anno proprio Istanbul.

Due giorni fa sotto il cielo nuvoloso di Istanbul le due si sono riabbracciate con il sole di Asmara nel cuore.

Il Natale degli expat a Istanbul

26 Dic

E’ nel calore delle case che si ricrea l’atmosfera natalizia italiana qui a Istanbul. Gli expat più esperti lo sanno. Si organizzano per tempo. Si portano dall’Italia panettoni e torroni, cotechini e prosciutti, salami e baccalà. Nelle loro abitazioni non mancano la tombola e il mercante in fiera, gli alberi e le decorazioni natalizie.

Dall’Italia arrivano i parenti per festeggiare insieme. Spesso sono figli grandi che sono rimasti con i nonni o gli zii per completare gli studi, spesso sono mogli o mariti che non hanno seguito il coniuge all’estero. E le famiglie, queste famiglie spezzate che quotidianamente lottano per tenersi unite attraverso i moderni mezzi tecnologici, che vivono di nostalgie e di preoccupazioni per chi è lontano, riescono finalmente a ricomporsi. E il Natale per loro diventa anche la festa del rincontro.

E così si vive insieme un Natale che è una copia un po’ sbiadita di quello italiano, un Natale che non ti travolge con i presepi e le luminarie, i cori e la frenesia degli acquisti.

La sera del 24 si segue la S. Messa alla chiesa cattolica di Sant’Antonio. E’ una messa in tre lingue: turco, inglese e italiano. La chiesa è superaffollata perché vi convergono tutti i cattolici di Istanbul. Per ascoltare la funzione delle 20.30 bisogna essere già lì alle 19 e trattenersi fino alle 23 considerando i lunghissimi tempi che i sacerdoti impiegano per dare la comunione a tutti i partecipanti. Ma è un’esperienza molto bella, un momento di ritrovo per gli espatriati cattolici.

Il 25 dicembre chi ha la casa più grande la mette a disposizione per il pranzo e, come si fa in patria, così anche qui a Istanbul si mangia a dismisura e si brinda tra chiacchiere, risate e tombolate che profumano di mandarino.

Qui a Istanbul il Natale passa come una meteora. Per gli insegnanti italiani non è giorno di festa dal lavoro perché il calendario scolastico locale non lo prevede. Quest’anno sono stati a casa il 24 e il 25 soltanto perché cadevano di sabato e di domenica. Oggi che è Santo Stefano sono di nuovo al lavoro. Le Shukorine invece, che frequentano una scuola privata che può seguire un proprio calendario, sono in festa fino al 3 gennaio.

Vi lascio con i miei auguri di Buon Natale e le foto del nostro 25 dicembre.

Io e Shukor grande

Io e Shukor grande

Il gatto che ha trascorso con noi il Natale

Il gatto che ha trascorso con noi il Natale

Il mio Natale a Istanbul

23 Dic
Babbo Natale

Babbo Natale

E’ un timido Natale quello di Istanbul. Tra la voce del muezzin che si diffonde per la città con l’altoparlante fatico a sentire le musiche natalizie. In mezzo alle spezie dei bazar non trovo panettoni o torroni. Tra le colorate lampade nei negozi di souvenir non vedo luci natalizie o palle di vetro con la neve.

Se è vero che Natale è dove sono gli affetti più cari, allora il mio Natale è qua. Ma qualcuno manca all’appello. Ci si sente con Skype, ci si messaggia con il cellulare, ci si fanno gli auguri sui social network, tramite e-mail, per telefono. Le distanze però in questi casi non si accorciano più di tanto.

Ho immaginato un’Istanbul sotto la neve, e invece piove da giorni e le temperature sono ancora miti. Ho immaginato una casa con un albero di Natale e due Shukorine sotto i rami ad aspettare i doni, e invece il container con le masserizie deve ancora arrivare.

Fortuna che abbiamo il camino. Lì fanno bella mostra di sé un panettone che ho trasportato in valigia nell’ultimo viaggio dall’Italia, due torroni alla nocciola e due letterine per Santa Claus.

Ecco i pochi simboli natalizi – qualche Babbo Natale davanti ai negozi di giocattoli – che sono riuscita a fotografare ieri al Bazar delle spezie:

Babbo Natale

Babbo Natale

Babbo Natale

Babbo Natale

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