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… anche per questo

8 Dic

E non solo. Ne è valsa la pena anche per dare un volto a una delle blogger che ho cominciato a seguire circa due mesi fa, Minnelisapolis. Come dice lei, se ci fossimo messe d’accordo non sarebbe successo!

Ora vi racconto come è andata.

Giovedì scorso, giorno della prima prova di Francese, quella inizialmente annullata poi posticipata, tra migliaia di partecipanti sono stata convocata al banco della commissione per un problema burocratico. Mentre mio marito che si trovava nella sala attigua ha sentito chiamare ad alta voce il mio nome ha pensato: “Eccola là, ne ha combinata una delle sue”, Minnelisapolis nello stesso istante invece ha pensato: “Eccola là, è quella del blog!” Mi ha seguita con lo sguardo, si è alzata dal suo banchetto, mi ha raggiunta e… vai di baci e abbracci! Le nostre parole sul blog hanno finalmente acquistato un volto!

Ne è valsa la pena

7 Dic

Ci pensavo poco fa, appena rientrata a Istanbul. Nel percorso dall’aeroporto a casa, seduta sul taksi che stentava a farsi largo tra le auto mentre la pioggia scendeva copiosa e incessante. Ne è valsa la pena. Di andare a Roma, intendo. Non tanto per sostenere un concorso che è stato vissuto con ansia, stanchezza, stress, amarezza e attesa. Quanto per incontrare nuovamente gli amici di Asmara. Abbronzati, affettuosi, sorridenti.

E’ stato bello vederli arrivare uno dopo l’altro sul piazzale dell’Ergife, riabbracciarli e riprendere il discorso là dove era stato interrotto. Chi da Buenos Aires, chi da Parigi, chi da New York, chi da Addis Abeba, chi ancora da Asmara. Ma dove eravamo rimasti? Come stai? Come ti trovi lì? I bambini? Il marito? La moglie? La fidanzata? Quando vieni a trovarci?

Tra ricordi, risate e progetti futuri sono trascorse le nostre tante ore di attesa in questo megaconcorso per la destinazione all’estero degli insegnanti.

Appuntamento all’aeroporto

30 Nov

L’appuntamento è alle 17.30, aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma Fiumicino.

Destinazioneestero, proveniente da Genova, avrà in mano un trolley grigio e sprigionerà profumo di focaccia.

L’Insegnante, da Istanbul, accompagnato da una collega, si trascinerà dietro un doppio trolley verde emanando un forte aroma di kebap.

Credo si riconosceranno anche da lontano.

Noleggiata l’auto i tre si dirigeranno all’hotel dove dormiranno sonni agitati con l’incubo di un concorso – quello per l’insegnamento all’estero – a cui sono perveute circa 37.000 domande…

Un nuovo concorso per l’insegnamento all’estero

15 Nov
Iscrizioni

Calligrafia ottomana

Ieri sera sul sito del Ministero Affari Esteri sono state rese note le date delle prossime selezioni linguistiche per la destinazione all’estero del personale docente e ATA. Era una notizia che io e l’Insegnante aspettavamo da tempo anche per poter programmare il viaggio in Italia. Infatti il concorso si svolgerà a Roma.

Nei giorni scorsi mi sono resa conto che la mia vista è calata ulteriormente e soprattutto esercitandomi sui test degli esami precedenti ho verificato di avere difficoltà a mettere a fuoco le lettere. Urge una visita oculistica anche in prospettiva del concorso.

Ma da un oculista turco?

L’Insegnante, immaginandomi leggere il tabellone in turco, ha commentato che va bene che ho problemi di vista, ma mi ritroverei con due fondi di bottiglia che neanche un Dom Perignon può vantare…

Insomma, per farla breve così non vi tedio, ho prenotato il mio prossimo viaggio a Genova per lunedì prossimo. Partiamo tutti insieme, io, le Shukorine e i nonni. Ho una settimana di tempo per procurarmi un nuovo paio di occhiali con lettura dell’ottotipo in italiano, lasciare le Shukorine ai miei e fiondarmi a Roma per il concorso.

La nomina

21 Ago

La notizia del nostro prossimo trasferimento ad Asmara, in Eritrea, è arrivata in una tranquilla mattina di fine luglio. Mi trovavo con la famiglia in una delle più belle spiagge della Sardegna, Cala Sassari. In realtà la giornata non era cominciata nel migliore dei modi. Mia figlia maggiore quel giorno si era svegliata accusando una forte sensazione di nausea e più volte sulla spiaggia aveva manifestato dolori allo stomaco. Mentre tentavo di capire cosa stava succedendo alla bambina, ecco il telefono squillare. Dopo aver pescato il cellulare sul fondo dello zaino lo porgo a mio marito che sonnecchia sdraiato sotto l’ombrellone e sembra non darsi pensiero di chi possa essere a cercarlo.

“MAE” ripete più volte a bassa voce cercando il mio sguardo. E io realizzo che ci siamo. Sì, ci siamo arrivati, siamo al momento voluto e atteso da circa un anno e mezzo: la nomina come insegnante da parte del Ministero Affari Esteri.

La sede, però, non ci è dato di sceglierla, perché è l’ultima rimasta. Dobbiamo solo scegliere se accettare o no l’incarico. E accettiamo.

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