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Lo portiamo con noi sull’aereo?

3 Set

Mentre  il cellulare e il telefono fisso squillano ininterrottamente e all’unisono. Mentre gli operai imballano mobili e oggetti. Mentre gli amici arrivano alla spicciolata per salutarci. Mentre io numero gli scatoloni e vado da una parte all’altra della casa percorrendo il corridoio come una lucidatrice impazzita, la mia Shukor piccola si dà alla raccolta dei bruchi in giardino.

Oggi ne ha trovato uno nero e grassoccio. L’ha messo in una scatolina di plastica insieme a due foglie e me l’ha presentato dicendo: “Non è bello?”. Poi ha aggiunto: “Lo portiamo con noi sull’aereo?”

L'albero del caffè nel nostro giardino

L'albero del caffè nel nostro giardino

Trasloco

1 Set

Da ieri abbiamo cominciato la preparazione dei pacchi che verranno caricati sul container. Inutile dire che la casa è nel caos più totale: valigie mezze smontate, scatoloni accatastati, mobili ormai vuoti.

Alcuni dei cento scatoloni

Alcuni dei nostri cento scatoloni

E soprattutto gente che entra ed esce di casa. Chi per salutare, chi per comprare qualcosa, chi per vedere la casa con l’intenzione di venirci ad abitare, chi per comprare l’auto e chi per navigare in Internet. Un continuo viavai di persone. E io inscatolo, inscatolo, inscatolo. Tutto il giorno, concedendomi soltanto due soste, quella per il pranzo e quella per la cena. Rigorosamente scroccati agli amici.

Domani la ditta che si occupa del trasloco comincerà a caricare le nostre cose sul container. La sveglia è puntata alle ore 7.

Buonanotte.

Un container lungo la strada per Massaua

Un container lungo la strada per Massaua

Contatto da Istanbul

24 Lug

E’ accaduto più o meno come la volta scorsa, quando ci stavamo trasferendo ad Asmara e il primo contatto è stato in Sardegna con una famiglia romana. Sono quelle cose che avvengono inaspettatamente e che sono le più gradite in un momento della tua vita in cui sei nella confusione più totale e cerchi di orientarti nel caos. Tenterò di essere più precisa. Nei giorni scorsi l’Insegnante ha ricevuto la telefonata di un ex collega di Asmara e tra un discorso e l’altro gli ha detto che stavamo per trasferirci a Istanbul. “Davvero? A Istanbul?” –  Ha esclamato lui – “C’è un mio carissimo amico siciliano che lavora lì per la scuola italiana ormai da due anni, se vuoi ti metto in contatto con lui”. Detto fatto. Due giorni dopo rieccolo al telefono con l’Insegnante e accanto a lui il suo amico. Da allora si sono susseguite telefonate fiume con Skype tra i due futuri colleghi e chattate interminabili tra me e la moglie. Perché non c’è solo un motivo di lavoro in tutto questo. C’è anche un’affinità di interessi, di situazioni familiari (hanno una figlia che il prossimo anno frequenterà, come la mia Shukor grande, la quinta elementare), forse – oserei dire – c’è anche una visione simile della vita. Sarà amicizia quella che è appena cominciata? Non lo so. Spero di sì, come è stato con la famiglia romana ad Asmara. Una cosa è certa: queste persone ci accompagneranno nella nostra avventura turca per i prossimi sei anni.

Tempo di partenze

23 Giu
Asmara vista dall'alto

Asmara vista dall'alto

E’ giugno, è tempo di partenze. Come ogni anno in questo periodo si salutano gli amici che partono per le vacanze in Italia, ma anche quelli che si trasferiscono. Sì, perché mediamente qui una persona rimane per tre anni, poi o rientra nel suo Paese in quanto ha completato il mandato, o chiede il trasferimento altrove. Così nei giorni scorsi abbiamo salutato gli amici tedeschi che vanno in Uganda: lui, lei, tre figli e due cani, oggi saluteremo gli olandesi (lui, lei, due figlie) che si trasferiscono in Marocco, a Rabat, nei prossimi giorni la maestra di Shukor grande che con il marito e le due bimbe volerà a Casablanca.

C’è anche il caso di un insegnante genovese che è stato ad Asmara per 16 anni e che quest’estate torna definitivamente in Italia, o chi per motivi familiari è rimasto qui soltanto due anni e non se la sente più di restare da solo. Insomma, sono tante le persone che ho conosciuto in questi anni, molte delle quali interessanti e amichevoli, altre un po’ meno, ognuna con la sua storia e le sue scelte di vita, da rispettare. E con chi si è stretta amicizia è dura dirsi addio, ma fa parte del gioco di vivere all’estero. E bisogna accettarlo.

La conferma

16 Giu

è arrivata alle 4.19 della notte. Ci trasferiamo a Istanbul. Da questo momento comincia la produzione dei documenti che dovranno poi essere tradotti in turco. Il tutto richiederà ancora alcuni mesi, ma almeno abbiamo la certezza che il posto alla scuola I.M.I. di Istanbul è nostro.

La Shukor grande, felicissima e logorroica, saltella per tutta la casa, la Shukor piccola invece è seduta sul divano davanti a Playhouse Disney con il suo fedele peluche Babaino da un lato e il mappamondo e il planisfero dall’altro, intenta a capire dove diavolo si possa trovare questo posto…

Sììììììììììììì!

9 Giu

Questa mattina alle 7.30 ho scaricato la posta e tra i tanti messaggi è apparso quello che aspettavamo da alcuni giorni: la notifica dei punteggi relativi alle domande di trasferimento per le scuole all’estero e… sìììììììì, Angelo è l’unico in graduatoria, il che vuol dire: Istanbul aspettaci, arriviamo! Sono felicissima, agitatissima, issima, issima, issima…

Naturalmente stasera si festeggia con gli amici, menù a base di gamberi e vino bianco!

Pensando a un trasferimento

20 Mag

Capita raramente che io la sera abbia le forze per vedermi un film e ieri con Social Network è stata una delle rare volte. Sotto le coperte, con il computer tra me e lui, io e l’Insegnante ce lo siamo visto tutto d’un fiato. Poi alle 10.15 un’ultima controllata alla posta… tra i messaggi ce n’era uno che aspettavamo da tempo, quello della mobilità estero per estero del personale docente. L’Insegnante apre il file allegato e comincia a scorrerlo nervosamente. Arrivato all’area inglese, che è quella per la quale ha superato l’esame, punta il dito sulla sua classe di concorso, la 003, e comincia a dire una serie di lo sapevo, figurati se c’era, me lo immaginavo, ecc, ecc. Anch’io controllo il file e comincio a rattristarmi per la delusione di non avervi trovato le due sedi che tenevo d’occhio da un po’ di tempo: Atene e Istanbul.
Per l’area inglese risultavano solo tre posti a Londra e uno ad Asmara. Ad Asmara ci siamo già e a Londra… come tutti sanno il costo della vita è molto caro e poi manca la scuola italiana per le Shukorine.

Solo quando l’Insegnante si è deciso a scorrere ulteriormente il file per capire se qualche collega di altra materia aveva la possibilità di spostarsi, ecco apparire sotto la dicitura “Area mista” la scritta Istanbul. Istanbul? Ma certo possono farvi richiesta di trasferimento sia chi ha superato il concorso in lingua inglese che quello in francese!
Ma siamo sicuri che abbiamo letto bene? Guardiamo di nuovo, dai! Sì, c’è proprio scritto Istanbul! Incredibile, si è liberato un posto nonostante il Decreto Milleproroghe. Ora non resta che incrociare le dita e sperare che nessun altro sia interessato…

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