Tag Archives: Natale

Caro Babbo Natale…

6 Ott

– Permesso, permesso, permeeessooooo!!!

– Dove vai Shukor piccola così di fretta?

– Vado a scrivere la lettera a Babbo Natale!

E’ l’ennesima che scrive in questi giorni. Tra l’altro qui a Istanbul il caldo estivo è ancora ben presente, non capisco come possa venirle in mente il Natale. A volte quando faccio le pulizie di casa mi capita di imbattermi in queste letterine – che sono una diversa dalle altre – nei posti più impensati: sotto i divani, sotto i letti, dentro gli armadi, nei cassetti fra la biancheria. Forse le nasconde a noi, ma desidera che Babbo Natale le scovi e le legga… Poco tempo fa ne ho trovata una che è di una delicatezza unica, ve la trascrivo:

“Carissimo Babbo Natale, quest’anno non voglio regali! Ma vorrei solo una cosa: vorrei vederti! Come sei, quanti anni hai, come mai hai così tanti anni e le altre persone no, perché sei così buono… e se puoi, anche fare un bel giretto con la tua slitta! Ecco, ho finito. Se non puoi portarmi in giro, vorrei solo vederti! Grazie…
Buon Natale, caro Babbo Natale!
Svegliami se vuoi!”

Si Roombaaaa!

29 Gen
Roomba

Roomba

Quando ci siamo trasferiti a Istanbul non abbiamo lasciato soltanto la grande casa di Asmara, ma anche chi si occupava di essa, ossia Mehret e Nebiat. La prima era incaricata di fare le pulizie e stirare, la seconda, anche soprannominata dall’Insegnante la Pastamatic per la sua attitudine a impastare, si occupava appunto della cucina. Insomma, l’impegno di Destinazioneestero nelle faccende domestiche in terra africana era quasi nullo. A Istanbul invece, a causa di un diverso costo della vita,  è proprio lei a giostrarsi tra scope, ammorbidenti e pentole. Sarà per questo, sarà per i suoi prossimi impegni all’Università che l’Insegnante ha pensato per Natale di regalarle un robot per le pulizie di casa.

– Ti piacerebbe un bel robot aspirapolvere? – Le aveva chiesto l’Insegnante in perioso natalizio – Se hai la pazienza di aspettare, quando torniamo in Italia per le feste di gennaio te lo regalo!

– Ma che idea ti salta in testa? Ho appena comprato un’aspirapolvere! – gli aveva ricordato Destinazioneestero.

– Sì, peccato che il tuo aspirapolvere non faccia le pulizie da solo! Quello che voglio regalarti io invece lo accendi, esci e quando ritorni è tutto pulito!

– Ma figurati! – gli aveva risposto scettica Destinazioneestero.

– Ti dico di sì, ti mostro il funzionamento su Internet – aveva ribadito convinto l’Insegnante.

E così, vedendo la dimostrazione sul sito e parlando con l’amica turca che già lo possedeva, Destinazioneestero si era convinta che quello era proprio il regalo di Natale che ci voleva.

Ora è qui, sdraiata sul divano in assoluto relax, con il suo robottino che roomba a più non posso!

Il Natale degli expat a Istanbul

26 Dic

E’ nel calore delle case che si ricrea l’atmosfera natalizia italiana qui a Istanbul. Gli expat più esperti lo sanno. Si organizzano per tempo. Si portano dall’Italia panettoni e torroni, cotechini e prosciutti, salami e baccalà. Nelle loro abitazioni non mancano la tombola e il mercante in fiera, gli alberi e le decorazioni natalizie.

Dall’Italia arrivano i parenti per festeggiare insieme. Spesso sono figli grandi che sono rimasti con i nonni o gli zii per completare gli studi, spesso sono mogli o mariti che non hanno seguito il coniuge all’estero. E le famiglie, queste famiglie spezzate che quotidianamente lottano per tenersi unite attraverso i moderni mezzi tecnologici, che vivono di nostalgie e di preoccupazioni per chi è lontano, riescono finalmente a ricomporsi. E il Natale per loro diventa anche la festa del rincontro.

E così si vive insieme un Natale che è una copia un po’ sbiadita di quello italiano, un Natale che non ti travolge con i presepi e le luminarie, i cori e la frenesia degli acquisti.

La sera del 24 si segue la S. Messa alla chiesa cattolica di Sant’Antonio. E’ una messa in tre lingue: turco, inglese e italiano. La chiesa è superaffollata perché vi convergono tutti i cattolici di Istanbul. Per ascoltare la funzione delle 20.30 bisogna essere già lì alle 19 e trattenersi fino alle 23 considerando i lunghissimi tempi che i sacerdoti impiegano per dare la comunione a tutti i partecipanti. Ma è un’esperienza molto bella, un momento di ritrovo per gli espatriati cattolici.

Il 25 dicembre chi ha la casa più grande la mette a disposizione per il pranzo e, come si fa in patria, così anche qui a Istanbul si mangia a dismisura e si brinda tra chiacchiere, risate e tombolate che profumano di mandarino.

Qui a Istanbul il Natale passa come una meteora. Per gli insegnanti italiani non è giorno di festa dal lavoro perché il calendario scolastico locale non lo prevede. Quest’anno sono stati a casa il 24 e il 25 soltanto perché cadevano di sabato e di domenica. Oggi che è Santo Stefano sono di nuovo al lavoro. Le Shukorine invece, che frequentano una scuola privata che può seguire un proprio calendario, sono in festa fino al 3 gennaio.

Vi lascio con i miei auguri di Buon Natale e le foto del nostro 25 dicembre.

Io e Shukor grande

Io e Shukor grande

Il gatto che ha trascorso con noi il Natale

Il gatto che ha trascorso con noi il Natale

Il mio Natale a Istanbul

23 Dic
Babbo Natale

Babbo Natale

E’ un timido Natale quello di Istanbul. Tra la voce del muezzin che si diffonde per la città con l’altoparlante fatico a sentire le musiche natalizie. In mezzo alle spezie dei bazar non trovo panettoni o torroni. Tra le colorate lampade nei negozi di souvenir non vedo luci natalizie o palle di vetro con la neve.

Se è vero che Natale è dove sono gli affetti più cari, allora il mio Natale è qua. Ma qualcuno manca all’appello. Ci si sente con Skype, ci si messaggia con il cellulare, ci si fanno gli auguri sui social network, tramite e-mail, per telefono. Le distanze però in questi casi non si accorciano più di tanto.

Ho immaginato un’Istanbul sotto la neve, e invece piove da giorni e le temperature sono ancora miti. Ho immaginato una casa con un albero di Natale e due Shukorine sotto i rami ad aspettare i doni, e invece il container con le masserizie deve ancora arrivare.

Fortuna che abbiamo il camino. Lì fanno bella mostra di sé un panettone che ho trasportato in valigia nell’ultimo viaggio dall’Italia, due torroni alla nocciola e due letterine per Santa Claus.

Ecco i pochi simboli natalizi – qualche Babbo Natale davanti ai negozi di giocattoli – che sono riuscita a fotografare ieri al Bazar delle spezie:

Babbo Natale

Babbo Natale

Babbo Natale

Babbo Natale

Il ritorno

12 Gen

Da pochi giorni siamo tornati ad Asmara dopo aver trascorso in Italia le vacanze natalizie. Stavolta il rientro è stato molto sofferto, sia da parte mia che da parte delle shukorine. Non eravamo cariche di entusiasmo come le volte precedenti, piene di progetti o desiderose di rivedere gli amici della comunità italiana ad Asmara, ma alquanto tristi per le persone che lasciavamo, le belle passeggiate in centro a Genova, gli aperitivi, i panini, le focacce e i salumi che abbiamo potuto gustare durante il nostro soggiorno italiano. Ma soprattutto i nonni. Le Shukorine sentono molto la loro mancanza e già parlano di quando torneranno ad Asmara, magari il prossimo mese, forse per la loro Comunione. Chissà. Neanche l’idea di riabbracciare il cane Camilla stavolta è riuscita a dissipare la loro tristezza.

E poi fa freddo qui ad Asmara. Pensavo che le temperature nel frattempo si sarebbero rialzate, ma questo è un anno particolare, il freddo si fa sentire anche qui e se gli altri anni non c’era bisogno di accendere il caminetto la sera o di avere una stufetta, adesso se ne sente proprio la necessità. E noi non abbiamo né l’uno né l’altra. O meglio, il caminetto sì, quello c’è, ma non è funzionante, soltanto estetico e l’Insegnante non se la sente di farlo riaprire. Insomma: aspettiamo che i giorni passino e torni il caldo.

Intanto gustiamoci i prodotti alimentari italiani che ci siamo portati sfruttando al massimo i nostri 160 chili di bagaglio concessici dall’Egypt Air. Un centinaio erano solo di carni: petti di pollo (qui il pollo è magrissimo e durissimo), cosce, salsicce. Il resto sono salumi messi sotto vuoto: prosciutti, coppe, salami, speck e mortadelle.

Per quanto riguarda il container preparato quest’estate, ancora niente all’orizzonte…

Buffet-lunch a Villa Roma

15 Dic

Oggi abbandono la famiglia nell’ora di pranzo perché sono invitata dalla moglie dell’ambasciatore italiano a Villa Roma, loro residenza, a un buffet-lunch per sole donne. Saremo una quarantina, ci scambieremo gli auguri di Natale e raccoglieremo dei fondi per le case-famiglia di suor Pina.

Buon Natale!

15 Dic

Domani io e le bimbe partiremo per Genova per trascorrere il Natale in famiglia. L’Insegnante ci raggiungerà il 26.

La giornata sarà piuttosto faticosa. Dopo la levataccia alle 2 di notte, arriveremo al Cairo di prima mattina, poi a Roma alle 12.30, quindi prenderemo un volo per Genova alle 16.30.

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