Tag Archives: Shukorine

Quella volpe di Shukor piccola

15 Gen

Ieri pomeriggio, orario compiti.

Destinazioneestero: – Shukor piccola non hai compiti oggi?

Shukor piccola: – Sì, ho quelli di Turco, ma li ho già fatti.

Destinazioneestero: – E quando li hai fatti?

Shukor piccola: – All’intervallo, con una mia amica.

Destinazioneestero (tirando un sospiro di sollievo, ché il turco non le è proprio congeniale): – Ah, non vuoi ricontrollarli con la mamma?

Shukor piccola: – No, li ho fatti bene, anzi benissimo!

Destinazioneestero: Ne sei sicura?

Shukor piccola: Certo, li ho fatti con l’amica F., lei è turca, ricordi?

Destinazioneestero: – Ah, ecco….

Shukor grande adotta Lino e Tina

24 Dic
Lino e Tina

Lino e Tina

 

Shukor grande ha sempre amato scrivere racconti. Ha una grande scioltezza con le parole. Adora gli incipit d’effetto e le storie fantastiche. Quando quest’estate le ho detto che una disegnatrice – Elena Valli – aveva creato due personaggi, Lino il cavalluccio marino e Tina la tartarughina, che stavano cercando un piccolo scrittore che li adottasse, ha subito preso carta e penna.

Ne è nato un racconto che la casa editrice Siska ha pubblicato in un ebook solidale. I ricavati dell’iniziativa saranno devoluti a Casina dei Bimbi, una organizzazione onlus che si occupa di bambini che vivono temporaneamente in ospedale a seguito di malattie gravi.

Questo è il sito della casa editrice Siska.

Istanbul Sapphire

15 Dic
Vista dall'Istanbul Sapphire

Vista dall’Istanbul Sapphire

L’aspetto di Istanbul che più affascina le Shukorine è senza dubbio quello della sua modernità. Istanbul vanta alcuni dei grattacieli più alti d’Europa. Nello skyline della città spicca l’Istanbul Sapphire, alto 262 metri per 54 piani, superato dal Mercury City Tower di Mosca, dallo Shard London Bridge di Londra e dai tre grattacieli di Mosca City of Capitals, Naberezhnaya Tower C e Triumph Palace.

Molti altri grattacieli sono in costruzione, tra cui il Faco Tower, di 298 metri, e il Diamond of Istanbul di 270 metri.

Sull’Istanbul Sapphire il divertimento è assicurato, oltre alla vista a 360° ci si può divertire facendo un tour virtuale in 4D che simula il volo in elicottero sulla città. Provare per credere!

Studiare tre lingue straniere

5 Dic

Non so come faccia lei. Io con due fatico parecchio. Lei, Shukor grande, con tre lingue straniere da studiare si entusiasma.

Quest’anno infatti oltre al turco e all’inglese ha aggiunto lo spagnolo che le dà grandi soddisfazioni. Essendo una lingua molto simile all’italiano la acquisisce molto bene e ha già un lessico ricco dopo soli due mesi di studio. Ogni ottimo risultato la prof le consegna un magnete con una parola in spagnolo da mettere sul frigorifero. Volete vedere che fra poco lo imparo anch’io?

Caro Babbo Natale…

6 Ott

– Permesso, permesso, permeeessooooo!!!

– Dove vai Shukor piccola così di fretta?

– Vado a scrivere la lettera a Babbo Natale!

E’ l’ennesima che scrive in questi giorni. Tra l’altro qui a Istanbul il caldo estivo è ancora ben presente, non capisco come possa venirle in mente il Natale. A volte quando faccio le pulizie di casa mi capita di imbattermi in queste letterine – che sono una diversa dalle altre – nei posti più impensati: sotto i divani, sotto i letti, dentro gli armadi, nei cassetti fra la biancheria. Forse le nasconde a noi, ma desidera che Babbo Natale le scovi e le legga… Poco tempo fa ne ho trovata una che è di una delicatezza unica, ve la trascrivo:

“Carissimo Babbo Natale, quest’anno non voglio regali! Ma vorrei solo una cosa: vorrei vederti! Come sei, quanti anni hai, come mai hai così tanti anni e le altre persone no, perché sei così buono… e se puoi, anche fare un bel giretto con la tua slitta! Ecco, ho finito. Se non puoi portarmi in giro, vorrei solo vederti! Grazie…
Buon Natale, caro Babbo Natale!
Svegliami se vuoi!”

Pic-nic alla turca a Polonezkoy

30 Set

Uno dei modi per sfuggire alla folla e al caos di Istanbul è trascorrere il fine settimana nei bellissimi parchi di questa città. Così abbiamo fatto sabato raggiungendo Polonezkoy. L’idea era stata lanciata il venerdì da alcuni amici turchi che proponevano un pic-nic in questo “villaggio dei Polacchi” fondato nel 1842. Non so a voi, ma a me la parola pic-nic ricorda coperte sui prati, colazioni a base di pizze, uova sode, panini, pasta al forno e ovviamente preparazioni di cibi il giorno prima dell’evento.

Quest’ultima del pic-nic è la cosa che mi entusiasma di meno, lo ammetto.

Ecco, in Turchia, almeno per quel tipo di pic-nic fatto da noi non c’è bisogno di tutto questo. Nel parco in cui siamo stati ci sono aree attrezzate con ombrelloni e tavolini. Il barbecue è inserito al centro del tavolo o lateralmente. Il gestore della struttura ti porta antipasti, insalate, pane e bibite. Poi ti fa scegliere la carne (manzo, pollo, agnello) che ti cuoci da te sul barbecue. Io adoro questo tipo di pic-nic! Potrei ripetere l’esperienza molte altre volte! Anche il luogo, Polonezkoy o “villaggio dei Polacchi”, mi ha entusiasmato. Si trova nella parte asiatica di Istanbul, nel distretto di Beykoz. Esso ha mantenuto nel tempo la lingua, la cultura e le tradizioni della Polonia. All’ingresso del villaggio si possono vedere la chiesa e il cimitero cattolico. Attualmente Polonezkoy è un grande polmone verde all’interno di Istanbul. Ci sono hotel, appartamenti e ville per le vacanze o il fine settimana.  Moltissimi sono i negozi che vendono prodotti locali, tra cui frutta e verdura, miele, marmellate e altre delizie fatte in casa. Ma la grande attrazione è il parco con vari tipi di animali: scimmie, pellicani, pappagalli, asini, cavalli, papere, canguri che hanno fatto la gioia delle Shukorine e degli altri bambini che erano con noi.

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Polonezkoy

Anche l’Insegnante si è divertito a dialogare con gli animali, in particolare con un pitone albino che ha tenuto a lungo sulle spalle.

L'Insegnante e il pitone albino

L’Insegnante e il pitone albino

Le nostalgie di Shukor grande e non solo di lei

20 Set
Sul Bosforo

Sul Bosforo

– Mamma, sai che Shukor grande viene ogni giorno nella mia classe?

– Come? viene ogni giorno nella tua classe? ma se adesso è in prima media, perché viene da te?

– Ha sempre una scusa diversa: ho dimenticato la merenda, dammene un po’ della tua/va tutto bene?/sto andando in palestra, mi raccomando rimani qua… eh, ma mica sono stupida io mamma, lo so che devo rimanere in classe e non andare con lei! Perché me lo viene a dire????

– Sai che c’è… Shukor grande forse un po’ ha nostalgia di te e un po’ ce l’ha della scuola elementare!

Non faccio in tempo a dire queste parole che Shukor grande corre verso la sorella e l’abbraccia forte. L’altra ride di gusto e la spinge via.

Rido anch’io immaginandomi la scenetta e rifletto su quanto può essere difficile per un bambino affrontare un nuovo ciclo di studi. Ma vorrei anche piangere in questi giorni che forse sono più duri per me che per lei. Sì perché cresce un bambino e dovrebbe crescere anche la sua mamma. Mentre questa mamma qui accidenti è rimasta ancora un po’ piccina. Non si dà pace a pensare che la sua Shukorina sia già in prima media, che abbia i professori anziché le maestre, i libri di educazione tecnica, musicale, artistica e non più il sussidiario. Che sia chiamata ragazza e non più bambina. Che presto cominci a ragionar di vestiti e smalti e amori con le sue amiche del cuore. E poi lo sa bene questa mamma qui com’è quell’età. E’ quella che conosce meglio. L’ha avuto sotto gli occhi per vent’anni quando insegnava. Eppure no, io mi sento ancora mamma di una bambina delle elementari che ti dà il bacio prima di entrare a scuola e non le importa di essere vista dai compagni, che non ha segreti per te, che non ha altri pensieri che il gioco. Ecco, oggi vorrei raccontarvi di quanto sia bella Istanbul in questa stagione, del suo clima mite, del piacere di stare in un bar davanti a un çay (tè nero) e veder passare la gente, delle gite domenicali sul Bosforo. Di quanto sia gradevole la tranquillità della casa mentre le Shukorine e l’Insegnante sono a scuola. E invece vi parlo di una mamma che vorrebbe le sue Shukor sempre piccine.

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